Parlamento Ue: norme comuni per l’utilizzo dei droni. Garanzie per sicurezza e privacy, sviluppo del settore industriale

(Strasburgo) I droni entrano a far parte della vita quotidiana (progettazione, costruzione, usi civili) e quindi emerge la necessità di una normativa che ne garantisca un uso sicuro e rispettoso della privacy. Così oggi in plenaria a Strasburgo gli eurodeputati hanno dato il via libero all’accordo raggiunto, nel novembre 2017, tra i negoziatori del Consiglio e del Parlamento su regole Ue per i droni e gli operatori di droni, “al fine di garantire un livello comune di sicurezza e contribuire allo sviluppo di prodotti e servizi”. L’intento non è quello di frenarne l’utilizzo, ma – è stato detto in aula – di favorire e regolare lo sviluppo del mercato. In base alle nuove regole, i droni “dovrebbero essere progettati in modo da poter essere utilizzati senza mettere a repentaglio le persone. In base al rischio connesso, ad esempio al peso del drone o all’area operativa, il drone avrà bisogno di dotarsi di caratteristiche specifiche, come l’atterraggio automatico, nel caso in cui l’operatore perda il contatto con il drone, o i sistemi anticollisione”. Gli operatori dei droni avranno l’obbligo di essere a conoscenza di tutte le regole in vigore ed essere in grado di operare in sicurezza. “Ciò significa – chiarisce una nota – che alcuni di loro dovranno seguire un corso di formazione prima di poter utilizzare un drone”. Per favorire l’identificazione in caso di incidente, gli operatori di droni dovranno essere iscritti in registri nazionali e i loro droni “contrassegnati per l’identificazione. Ciò non si applicherà agli operatori di droni più piccoli”.
Oltre a stabilire le regole comunitarie sui droni, le modifiche approvate aggiornano la legislazione Ue sulla sicurezza aerea. L’accordo è stato approvato con 558 voti favorevoli, 71 contrari e 48 astensioni. Le norme dovranno ora essere formalmente approvate dai ministri dell’Ue, prima che la legislazione possa entrare in vigore. Attualmente, i droni di peso inferiore a 150 kg “sono di competenza delle autorità nazionali e pertanto i fabbricanti e gli operatori sono soggetti a diversi requisiti di progettazione e di sicurezza”. La tecnologia del drone civile “potrebbe rappresentare circa il 10% del mercato dell’aviazione dell’Ue nei prossimi 10 anni”, quantificato in circa 15 miliardi di euro all’anno. Secondo la Commissione, l’industria dei droni potrebbe creare circa 150mila posti di lavoro nell’Unione entro il 2050.

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