Parlamento Ue: migrazioni, si parla di Italia, Malta e Aquarius. Eurodeputati italiani divisi, ma a parti invertite

(Strasburgo) Migrazione, sicurezza e difesa, bilancio pluriennale Ue, Brexit, riforma dell’Eurozona: sono i principali temi del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno prossimi che vengono discussi in queste ore a Strasburgo fra Europarlamento e rappresentanti di Commissione e Consiglio. Ma è il problema migratorio che scalda l’aula. Molti gli interventi critici sul caso-Aquarius, dure posizioni in particolare verso il Consiglio (dove sono rappresentati i governi dei 28) per non aver mai assunto una vera politica migratoria e per tener bloccata la riforma dell’asilo. Nervosi scambi di battute, inoltre, ma a parti invertite, tra eurodeputati italiani: ieri erano gli esponenti Pd a difendere l’operato del governo e M5S e Lega all’attacco; ora avviene il contrario, con la pentastellata Laura Ferrara a spiegare l’operato del ministro Salvini e il Pd Nicola Danti a rinfacciarle di aver votato contro la riforma di Dublino e di non avere un’idea chiara sulle questioni migratorie.
Il vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, spiega che “nessun muro è troppo alto e nessun mare sufficientemente largo” per evitare gli sbarchi. Occorre dunque che il Consiglio di fine giugno assuma una decisione su migrazioni, frontiere e Dublino, “anche per prevenire crisi future”. Attacca invece il governo italiano il capogruppo dei Socialisti e democratici Udo Bullmann: “dimostrare la propria forza contro donne e bambini” sull’Aquarius “è da codardi”, afferma. Mentre a suo avviso la disponibilità del governo spagnolo ad accogliere la nave “è una decisione che fa onore” alla Spagna e all’Europa.
Il leghista Mario Borghezio ricorda che l’Italia “è stata lasciata sola dai Paesi che oggi fanno prediche e parlano di solidarietà”, mentre la pd Simona Bonafè sostiene: “Oggi Lega e M5S chiedono la redistribuzione dei migranti fra Paesi europei mentre solo qualche mese fa al Parlamento europeo votarono contro questo meccanismo. Salvini starà ancora con Orban che, ad oggi, dei 1.294 ricollocamenti stabiliti nel 2015 non ne ha fatto neanche uno?”. Interviene il liberale Guy Verhofstadt: “non puntiamo il dito né contro l’Italia né contro Malta, ma contro i governi e il Consiglio europeo che non fanno niente mentre in mare oltre 600 persone rischiano la vita”.

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