Medio Oriente e Nord Africa: Unicef, 8 milioni di bambini stanno sostenendo gli esami di fine anno tra mille difficoltà

Circa 8 milioni di bambini in Medio Oriente e Nord Africa stanno sostenendo gli esami scolastici di fine anno tra mille difficoltà: 1 su 5 nella regione vive in Paesi colpiti da conflitto. Lo rende noto l’Unicef specificando che per raggiungere i centri dove si svolgono gli esami nazionali in Siria, questi alunni rischiano di essere fermati e interrogati ai checkpoint. A causa del conflitto che dura ormai da 7 anni 2,1 milioni hanno abbandonato la scuola. Circa il 20% delle scuole in Yemen non possono più essere utilizzate perché distrutte, danneggiate, utilizzate come rifugi dalle famiglie sfollate o per scopi militari. In Iraq, dove 1 bambino su 4 vive in povertà, la metà delle scuole ha bisogno di essere riparata dopo anni di conflitti e violenze. Nello Stato della Palestina, oltre 8.000 bambini e 400 insegnanti hanno bisogno di protezione per accedere alle scuole in modo sicuro in diverse aree del West Bank. Nella Striscia di Gaza, le sole 5 ore di elettricità al giorno costringono i bambini a studiare in condizioni di caldo estremo. In Sudan, i bambini delle aree colpite dal conflitto o sfollati devono percorrere una lunga distanza per sostenere l’esame. In Libia, circa 489 scuole sono state colpite dal conflitto e molte sono state costrette a chiudere. Oltre la metà di tutti i bambini siriani rifugiati in Libano non va a scuola perché deve lavorare per soddisfare i propri bisogni. “Ovunque vivano, nulla dovrebbe impedire ai bambini di finire e certificare il loro livello di istruzione attraverso gli esami nazionali,” dichiara Geert Cappelaere, direttore regionale Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa evidenziando loro determinazione a superare le sfide e qualche volta a rischiare la vita per sostenere l’esame e continuare il percorso scolastico. Di qui un appello alle autorità scolastiche per “facilitare l’accesso dei bambini agli esami: una pietra miliare fondamentale e che può cambiare le loro vite, per il futuro loro e della regione”.

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