Libia: Amnesty, “proteggere i civili nella città assediata di Derna”

A seguito dell’escalation della crisi umanitaria nella città assediata di Derna, Amnesty international ha chiesto al leader dell’Esercito nazionale libico (Enl), il generale Khalifa Haftar, e a tutte le parti coinvolte nel conflitto di “aprire urgentemente corridoi umanitari per fornire assistenza imparziale e salvare le vite dei civili ancora intrappolati mentre i soldati dell’Enl continuano ad avanzare in vista della presa della città”. Gli abitanti di Derna si trovano in mezzo a una sanguinosa battaglia condotta strada per strada. Hanno paura di cercare la fuga perché l’Enl è solito arrestare arbitrariamente e far sparire coloro che sospetta di opporsi al suo dominio, soprattutto i giovani. “Riceviamo notizie orribili da Derna: l’assedio prolungato e gli aspri combattimenti hanno portato la città sull’orlo di una catastrofe umanitaria. I blocchi sono usati per causare sofferenza gratuita a persone comuni, attualmente circondate, con le scorte di cibo, acqua e medicinali in via d’esaurimento e senza una via d’uscita da questa situazione disperata”, ha dichiarato Heba Morayef, direttrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord, ricordando a tutte le parti in conflitto l’obbligo di “facilitare e non ostacolare l’accesso agli aiuti umanitari imparziali e consentire alla popolazione civile di lasciare la città senza timore di subire arresti arbitrari, minacce, intimidazioni e uccisioni illegali”, ha proseguito Morayef. Derna, una città portuale della Libia orientale, è sotto assedio dal luglio 2017. Gli scontri si sono intensificati da metà maggio del 2018, quando l’Enl ha cercato di consolidare il suo controllo e di espellere le Forze di sicurezza di Derna, un gruppo armato già noto come Consiglio della sciura di Derna. L’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) dell’Onu ha segnalato il 30 maggio gravi carenze di cibo, acqua e medicinali. Il 9 giugno l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha riferito che il numero degli sfollati è salito a 2.183. “Gli attacchi indiscriminati e i bombardamenti devono cessare. Tutte le parti in conflitto devono impegnarsi a proteggere i civili e a rispettare i loro obblighi di diritto internazionale umanitario, altrimenti rischieranno di rendersi responsabili di crimini di guerra”, ha concluso Morayef.

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