Giovani: Garelli (sociologo), “uno su tre si dichiara ateo, rilevante il ruolo della famiglia”

“Dalla mia più recente indagine risulta che quasi il 30% dei giovani italiani si dichiara ateo, o indifferente, o agnostico. Si tratta di un trend rilevante, perché nel giro di sete anni la cifra dei ‘senza Dio’ si è quasi raddoppiata”. Lo afferma il sociologo Franco Garelli nell’intervista pubblicata nel libro “Inquieti sognatori. I giovani nella Chiesa di Papa Francesco” (Lev), a cura di padre Vito Magno. “A fronte del 30% dei giovani che si dichiarano increduli, abbiamo un quasi 20% di praticanti e convinti, a questi si aggiunge un’ampia quota di giovani che mantengono un riferimento soggettivo alla religione, tipo ‘fai da te’”. Secondo il sociologo, è così che “i non credenti non sono la maggioranza, ma potrebbero diventarlo”. Risulta “rilevante”, a suo avviso, il peso della famiglia è rilevante in fatto di religione. Incisivo anche il richiamo costituito da Papa Francesco, “un pontefice attento alle necessità degli ultimi e, allo stesso tempo, critico nei riguardi di una Chiesa che non sia ‘in uscita’”, ma anche “capace di accettare le diversità”. Alla domanda “che cosa sapete e che cosa rifiutate della Chiesa e della religione cattolica in Italia?”, Garelli presenta la risposta della maggior parte dei giovani: hanno detto di “sentirsi distanti dalla Chiesa istituzione, ma nello stesso tempo hanno espresso pareri positivi sulla Chiesa locale e in particolare sui preti che lavorano nel territorio”. “Allo stesso modo si sono detti ammirati da alcune figure del mondo cattolico impegnate a combattere la mafia e a servire i più bisognosi”.

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