Giovani: card. Ravasi, “condurli fuori dall’indifferenza”

“Condurre i giovani fuori dall’indifferenza, che è la malattia del nostro tempo”. Lo afferma il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la cultura, nell’intervista pubblicata nel libro “Inquieti sognatori. I giovani nella Chiesa di Papa Francesco” (Lev), a cura di padre Vito Magno, a proposito del compito della Chiesa nei loro confronti. Il porporato indica una serie impegni da portare avanti. Il primo è quello base: “Conoscere il mondo giovanile”. “Senza la conoscenza è impossibile un approccio positivo”. Il secondo compito è quello di “tener conto dei fenomeni sociali, culturali, spirituali nei quali i giovani sono immersi” per “evitare di doversi accostare a loro col dito puntato”. Un aspetto in cui Papa Francesco è “esemplare”: “Dà sempre molta importanza all’ascolto”. “Inoltre – aggiunge il cardinale – occorre fare in modo che i germi positivi posseduti dai giovani giungano a maturazione”. Un esempio è il volontariato, “uno dei temi fortemente sentiti da loro”, ma “occorre anche coinvolgerli nella vita ecclesiale e politica”. Altro compito della Chiesa è “sintonizzarsi con i loro percorsi preferiti: la musica, lo sport, la scienza, la tecnica”. “I giovani – sottolinea il cardinale – sono convinti che le verità ultime non calano dall’alto, ma dalle acquisizioni in campo scientifico e tecnologico”. Guardando alla realtà di oggi, il card. Ravasi osserva che “viviamo in un’atmosfera dove tute le cose hanno perso il contorno”. “Occorre salvare dalla narcotizzazione i grandi temi che tormentano le coscienze: la vita, la morte, il dolore”.

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