Papa Francesco a Ostia: mons. Lojudice (ausiliare Roma), “ci invita a ripartire dalle zone più lontane per darci speranza”

“La nostra sfida, la sfida di Ostia è di rilanciare segni di speranza, segni di bontà, di generosità, di solidarietà che sono le cose che possono far diminuire quel senso di male, quel senso di mafiosità che anche in quelle zone è presente”. Lo ha detto mons. Paolo Lojudice, vescovo ausiliare di Roma, in un’intervista a VaticanNews in vista della celebrazione del Corpus Domini, che presiederà domenica 3 giugno a Ostia. “Il male si combatte facendo un bene in più: l’unico modo è questo. E, quindi, il Corpus Domini, è la celebrazione, oltre alla processione, più intensa, potremmo dire anche più importante che c’è nella nostra tradizione di fede cattolica. Viverla lì in questo periodo, significa certamente creare una prossimità”. Il vescovo sa che “c’è una forte attenzione su fatti negativi che si sono verificati a Ostia”. “Noi dobbiamo dare invece una spinta in senso positivo; soprattutto in quello di sentire, vedere e sperimentare una comunità cristiana più unita, anche quella che fa riferimento alle otto parrocchie della cittadina di Ostia: proprio come segno di unità che è un segno di forza, di una volontà e di un desiderio di combattere il male comunque molto intenso”. Il presule sottolinea l’importanza della presenza del Papa a Ostia, dicendo che “ci porta e ci riporta continuamente a riguardare, a ripartire dalle zone un po’ più lontane, la punta, il confine della nostra diocesi”. “Speriamo che tanta gente che vive lì possa sentirsi richiamata in causa, coinvolta per dire: ‘Voi non siete ai confini, anzi: al centro’. E quindi ripartiamo dal centro per darci speranza gli uni agli altri.

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