Dialogo islamo-cristiano: fra Wisniewski (cattolico), “fatto di incontri, sguardi e rispetto”. Mokrani (musulmano), “cercare le persone che si sono chiuse”

“Il dialogo tra san Francesco e il sultano Al-Kamil è un incontrarsi, guardarsi negli occhi, stabilire un rapporto di amicizia e di rispetto. È un esempio per il dialogo di oggi tra cristiani e musulmani”. Lo ha detto fra Dariusz Wisniewski, teologo cattolico, in occasione della presentazione questo pomeriggio a Roma, all’auditorium Seraphicum, del docu-film “The Sultan and the Saint”. “Nell’epoca delle crociate san Francesco e il sultano ci hanno lasciato un esempio di amicizia basato su un incontro vero e sincero, mantenendo la loro identità – ha aggiunto -. Francesco non voleva convertirsi all’islam e non voleva neppure tradire la propria fede, ma è andato dal sultano con un messaggio di pace”. Dall’altra parte il teologo musulmano, Adnane Mokrani, che ha commentato l’episodio storico con uno sguardo rivolto al presente. “Vedo quell’incontro come una metafora attuale e viva di ricerca dell’uomo: il santo che vede il re che ciascuno porta nel cuore. È questa la missione del dialogo interreligioso, una missione di umanizzazione, di santificazione, di purificazione, la ricerca del re nascosto nel cuore umano”. “Lo sguardo del santo – ha sottolineato – è quello che riesce a vedere, intuire e penetrare per permettergli di manifestarsi”. Dal teologo l’invito a “cercare le persone che si sono chiuse, che rifiutano il dialogo, che hanno paura dell’altro o sono cadute nel terrorismo e nell’odio per aiutarle a essere quello che Dio vuole da loro”.

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