Brasile: Paese bloccato dallo sciopero dei camionisti. I vescovi, “soluzioni giuste alle richieste”

La Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb) “solidarizza con i camionisti, i l lavoratori e le lavoratrici” che stanno manifestando in questi giorni in tutto il territorio nazionale, attraverso una nota pubblicata ieri sul sito della Cnbb, firmata dal presidente, card. Sergio da Rocha, arcivescovo di Brasilia, dal vicepresidente, dom Murilo Krieger, arcivescovo di Salvador de Bahia, e dal segretario generale dom Ulrich Steiner, vescovo ausiliare di Brasilia. I vescovi si dicono “preoccupati per le dure conseguenze che incidono sempre sui più poveri”, invitano “la società nel suo insieme al dialogo e alla non violenza”, riconoscono, “l’importanza della professione e l’attività dei camionisti”, chiedono “soluzioni giuste” di fronte alla crisi, che guardino al bene delle persone e i particolare dei più poveri, senza sottomettere le decisioni a logiche di mercato o a interessi particolari.
Da dieci giorni il Paese è praticamente paralizzato: strade bloccate, voli cancellati, molte scuole chiuse, milioni di animali abbattuti per mancanza di cibo. La protesta è iniziata per l’aumento del prezzo del carburante, salito a causa dell’aumento del prezzo del petrolio per la continua svalutazione della moneta brasiliana. Ma dietro alla protesta c’è anche la difficilissima situazione sociale, istituzionale ed economica che vive il Paese. Le agitazioni non si sono placate neppure dopo che il presidente Michel Temer, il più impopolare della storia del Brasile, ha sostanzialmente accolto alcune richieste dei camionisti. Infatti, la protesta ormai è salita di tono, molti chiedono le dimissioni del presidente e non si escludono infiltrazioni e strumentalizzazioni.
Prosegue la nota della Cnbb: “È necessario coltivare il dialogo, che richiede un umile ascolto reciproco e un rispetto risoluto dello stato di diritto democratico, per dare la giusta risposta alle richieste” che giungono dalla società. “Le elezioni si stanno avvicinando – scrivono ancora i vescovi in vista delle presidenziali del prossimo autunno –. Dobbiamo garantire che si svolgano in conformità con i principi democratici ed etici, per ripristinare la nostra fiducia e la nostra speranza. Le proposte che ignorano la libertà e lo stato di diritto non portano al bene comune, ma alla violenza”.

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