Salute: Di Maolo (Seraficum), “impregnare tutta la società con la cultura della cura”

“Nei piccoli gesti quotidiani della cura possiamo spezzare la logica dell’egoismo, ma l’ecologia integrale ci deve portare ad impregnare tutta la società con la cultura della cura”. Lo sostiene Francesca Di Maolo, presidente dell’ Istituto Serafico di Assisi che da oggi promuove la Festa in amicizia 2018 sul tema “I colori della vita”. Secondo la presidente dell’Istituto che  accoglie e riabilita ragazzi con disabilità psichiche e sensoriali, “nella vita di ogni giorno accanto al malato, al disabile, all’anziano e alle loro famiglie che la dignità di una persona da mera enunciazione può diventare una parola viva”. Ma c’è di più: “nel lavoro di chi cura, valuta, riabilita, educa e sostiene si possono e si devono testimoniare i valori fondanti della nostra società” perché riportare il più fragile “al centro di una comunità e adoperarsi affinché nessuno sia lasciato alla solitudine e all’abbandono è un obiettivo fondamentale di una società che voglia essere riconosciuta come democratica”. “Nel modo con il quale operiamo accanto al malato – assicura – si intessono o si disfano i valori di giustizia, libertà e democrazia. Siamo noi, nel lavoro quotidiano, a fare la differenza”. Ma ciò richiede una nuova conversione: “quella del cuore”, che applicata al mondo della salute richiama alla memoria l’abbraccio di san Francesco con il lebbroso. “Non un gesto pietistico – chiarisce Di Maolo -, ma un gesto che parte dal cuore. Francesco scende da cavallo, bacia il lebbroso, lo abbraccia” perché il linguaggio della fraternità e della cura “ha bisogno della logica del cuore”.

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