Notizie Sir del giorno: card. Nzapalainga su attacco Bangui, scontri a Parigi, dati Istat disoccupazione, Caritas polacca dal Papa, pace in Colombia, parità in Europa, bilancio Ue

Repubblica Centrafricana: card. Nzapalainga (Bangui), “condanna senza mezzi termini. Ora verità e giustizia”

Una condanna “energica, senza mezzi termini” del massacro avvenuto ieri nella parrocchia Nostra Signora di Fatima a Bangui, dove alcuni militanti islamici del distretto PK5 hanno ucciso almeno 16 persone (tra cui padre Albert Toungoumalé-Baba) e ferito altre 60, con un attacco a colpi di granate e armi semiautomatiche durante la messa per la festività di san Giuseppe lavoratore. L’ha espressa oggi il card. Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana. In una dichiarazione giunta al Sir il cardinale Nzapalainga fa appello “al governo e alla Minusca” (le forze Onu nel Paese), “perché sia fatta luce” sull’accaduto, “si possa sapere la verità” e “venga resa giustizia alla popolazione centrafricana”. Nel messaggio l’arcivescovo di Bangui esprime il suo dolore per le vittime, i feriti e le loro famiglie e si chiede con inquietudine: “Cosa sta succedendo, è in corso una manipolazione? C’è una strumentalizzazione, c’è una volontà di dividere il Paese? C’è una agenda nascosta?”. Il card. Nzapalainga invoca per il suo Paese “eroi” che dicano ad una sola voce “no alla violenza, no alla barbarie, no alla auto-distruzione”. Rivolge poi un appello “a tutti i gruppi politici, amministrativi, religiosi, senza distinzioni, perché tutti insieme possiamo alzarci in piedi come un solo uomo per condannare l’accaduto poiché è lo stesso corpo centrafricano ad essere minacciato dall’interno”. Ai credenti chiede di avere “padronanza di sé per evitare la rabbia, l’odio, la vendetta, le rappresaglie”. (clicca qui)

Scontri a Parigi: mons. Feillet (vescovi francesi), no alle violenze. “Bisogna mettersi tutti attorno ad un tavolo e parlare”

“Bisogna accettare il fatto di darsi maggiore tempo di quello che invece si vorrebbe. È questo quello che la Chiesa chiede e dice: è vero che i problemi sono importanti e gravi, ma non si può sopprimere la discussione con il pretesto dell’urgenza. L’accettazione e la promozione di una buona riforma richiedono anche il tempo della discussione”. È un appello alla pace sociale quello lanciato dalla Chiesa cattolica di Francia all’indomani delle manifestazioni a Parigi del 1° maggio. Raggiunto telefonicamente dal Sir, mons. Bruno Feillet, vescovo ausiliare di Reims e presidente del Consiglio episcopale per la famiglia e la società, condanna le violenze che si sono viste ieri a Parigi durante le manifestazioni e i cortei organizzati dai sindacati per la “festa” dei lavoratori. “La Francia è un Paese democratico”, dice il vescovo. “Dunque ci si può sempre esprimere in maniera democratica. Voler utilizzare gli strumenti della violenza e di una violenza mascherata, ci dice che questi gruppuscoli di persone vogliono imporre modi di vivere e di lottare che sono al di fuori delle regole della società”. Il vescovo fa notare come questi gruppi sono una esigua minoranza e che a Parigi, per gli scontri ai cortei del 1° maggio, sono arrivati anche da altre parti dell’Europa. “Sanno perfettamente che percorrendo la via della violenza, non vinceranno mai. Il quadro che abbiamo visto è desolante. La distruzione di beni non ha mai fatto avanzare una causa”. (clicca qui)

Lavoro: Istat, disoccupazione marzo stabile all’11%, quella giovanile scende al 31,7%

“A marzo 2018 la stima degli occupati continua a crescere (+0,3% rispetto a febbraio, pari a +62 mila). Il tasso di occupazione si attesta al 58,3% (+0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente)”. Lo ha reso noto oggi l’Istat. “La crescita congiunturale dell’occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. L’aumento maggiore si stima per i giovani 25-34enni (+0,9 punti percentuali). La crescita è dovuta interamente alla componente maschile mentre per le donne, dopo l’aumento dei mesi precedenti, si registra un calo”. Dopo il calo di febbraio “la stima delle persone in cerca di occupazione a marzo registra un aumento dello 0,7% (+19mila). La crescita della disoccupazione si concentra tra le donne e i 35-49enni”. Inoltre, “il tasso di disoccupazione rimane stabile all’11,0% mentre quello giovanile scende al 31,7% (-0,9 punti percentuali)”. Inoltre, a marzo “la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,8% (-104mila). Il calo riguarda entrambi i generi e tutte le classi di età ad eccezione dei 15-24enni. Il tasso di inattività scende al 34,3% (-0,3 punti percentuali rispetto a febbraio)”. Su base annua, rileva l’Istat, “continua l’aumento degli occupati (+0,8%, +190mila). La crescita interessa uomini e donne e riguarda esclusivamente i lavoratori a termine (+323mila), mentre calano i permanenti (-51mila) e gli indipendenti (-81mila). Crescono soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+391mila) e, in misura minore, i 15-34enni (+46mila) mentre calano i 35-49enni (-246mila). Nell’arco di un anno diminuiscono sia i disoccupati (-4,0%, -118mila) sia gli inattivi (-1,1%, -150mila)”. (clicca qui)

Papa Francesco: udienza alla Caritas polacca. Dubicki, “abbiamo pregato insieme per la pace in Siria”. Sostegno alle famiglie

“Abbiamo pregato insieme con il Papa per la pace in Siria e insieme abbiamo recitato l’Ave Maria”. Lo ha raccontato al Sir Maciej Dubicki (30 anni) di Caritas Polska che insieme ad altri tre lavoratori della Caritas polacca e tre esuli dalla Siria, che avevano trovato rifugio e lavoro in Polonia, questa mattina è stato ricevuto dal Pontefice in Vaticano. “Il bus della Young Caritas è entrato in Vaticano dalla laterale Porta del Perugino”, racconta commosso il giovane, toccato dalla calorosa accoglienza da parte di Papa Francesco “e il Pontefice ha parlato con i siriani e si è informato circa la loro situazione prima a Damasco e ad Aleppo, e adesso in Polonia, e poi ci ha invitati a salire sulla papamobile, e tutti insieme ci siamo scattati delle foto”. Il bus della Caritas polacca è partito da Varsavia venerdì 27 aprile con l’intenzione prima di arrivare a Roma per chiedere la benedizione di Francesco, e poi per ritornare e continuare il viaggio attraverso tutto il Paese con l’intento di sensibilizzare gli abitanti alla necessità di aiutare le popolazioni del Medio Oriente. Nell’ambito del programma “Da famiglia a famiglia” che prevede sostegno alle famiglie in Siria da parte delle famiglie polacche circa 10mila nuclei famigliari siriani ricevono regolarmente assistenza che li aiuta a sopravvivere nonostante la guerra. (clicca qui)

Colombia: mons. Monsalve (Cali), “boicottaggio internazionale” sugli accordi di pace

Si celebrerà domani, 3 maggio, in Colombia la Giornata nazionale per la Riconciliazione, indetta dalla Chiesa colombiana lo scorso novembre dopo la visita di Papa Francesco. Durante la Giornata si pregherà per la pace e la riconciliazione in Colombia, in un momento di grande incertezza per la lenta applicazione dell’accordo di pace con le Farc, la fase di stasi che attraversano le trattative con l’altra guerriglia dell’Eln, le violenze perpetrate da gruppi dissidenti delle Farc dediti al narcotraffico e da bande paramilitari in molte zone periferiche del Paese. A questo proposito l’arcivescovo di Cali, mons. Darío de Jesús Monsalve Mejia, ha parlato nel corso di un incontro promosso nella sua città, capoluogo del dipartimento di Valle del Cauca, per fare il punto sul processo di pace. L’apporto della popolazione, si è detto durante il convegno, è essenziale per la costruzione della pace. Tuttavia, ha denunciato mons. Monsalve “ci sono alcune condizioni che hanno permesso la continua presenza di gruppi illegali”. Il presule ha denunciato pressioni internazionali e “il boicottaggio che si sta applicando della realizzazione degli Accordi con le Farc”, citando apertamente l’Amministrazione statunitense. Monsalve ha chiesto anche “protezione” per la popolazione che si rende parte attiva del processo di pace e riconciliazione. (clicca qui)

Consiglio d’Europa: “Uguaglianza tra donne e uomini: spianiamo la strada”, Strategia per la parità di genere 2018-2023

(Strasburgo) Il Consiglio d’Europa lancia una Strategia per la parità di genere 2018-2023 in occasione di una conferenza internazionale dal titolo “Uguaglianza tra donne e uomini: spianiamo la strada”, organizzata nell’ambito della presidenza danese del Comitato dei Ministri (Copenaghen, Eigtveds Pakhus, 3-4 maggio). Partendo dall’assunto che “l’uguaglianza di genere è fondamentale per garantire la protezione dei diritti umani, difendere la democrazia e preservare lo Stato di diritto”, sei sono gli obiettivi che si propone la strategia: prevenire e combattere gli stereotipi di genere e il sessismo, la violenza contro le donne e la violenza domestica; garantire pari accesso delle donne alla giustizia; garantire la partecipazione equilibrata di donne e uomini nei processi decisionali politici e pubblici; proteggere i diritti delle donne migranti e rifugiate; integrare l’uguaglianza di genere in tutte le politiche e provvedimenti. Tra i temi affrontati sarà anche l’urgenza di porre fine all’impunità per chi compie violenza sulle donne. (clicca qui)

Ue: Commissione illustra il bilancio pluriennale. Nuove risorse tassando società e imballaggi in plastica

(Bruxelles) Nuove priorità politiche in sede Ue richiedono nuovi investimenti. La Commissione propone di rivedere il bilancio pluriennale (Qfp) per il periodo 2021-2027, anche alla luce della Brexit, effettuando risparmi per il 20% e procedendo a nuove risorse proprie (chieste a gran voce dall’Europarlamento) per l’80 %. La Commissione propone di “semplificare l’attuale risorsa propria basata sull’imposta sul valore aggiunto (Iva) e di introdurre un paniere di nuove risorse proprie collegato alle priorità politiche” oggi espresse dal presidente Juncker e dal commissario Oettinger. “Nel paniere di nuove risorse proprie rientrano: il 20% delle entrate provenienti dal sistema di scambio delle quote di emissioni; un’aliquota di prelievo del 3% applicata alla nuova base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società (che verrà introdotta gradualmente, una volta adottata la legislazione necessaria); un contributo nazionale calcolato in base alla quantità di rifiuti non riciclati di imballaggi in plastica di ciascuno Stato membro (0,80 euro al chilogrammo)”. Queste nuove risorse proprie rappresenteranno il 12% circa del bilancio totale dell’Ue e potrebbero apportare fino a 22 miliardi di euro l’anno per il finanziamento delle nuove priorità. (clicca qui)

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