Avvenire: la prima pagina di domani 3 maggio. Violenze in Centrafrica, nucleare iraniano, stallo politico

“Avvenire” apre la sua prima pagina con le violenze che hanno sconvolto il Centrafrica, coinvolgendo pesantemente la comunità cristiana, colpita in chiesa nella capitale Bangui, dove è stato ucciso anche un sacerdote. L’editoriale sulla vicenda dell’accordo circa il nucleare iraniano è affidato al politologo dell’Università Cattolica Riccardo Redaelli: “La volontà di cancellare la firma apposta dal presidente Obama nel 2015 deriva dalla volontà di Arabia Saudita, di Israele e della lobby anti-iraniana ormai dominante a Washington di isolare e marginalizzare quel Paese, ossessivamente percepito come la minaccia alla stabilità di un Medio Oriente allo sbando da troppo tempo e certamente non solo per colpa di Teheran. Non è a causa di chi ha firmato il Jcpoa se i sauditi hanno sbagliato negli ultimi quindici anni tutte le loro mosse, appoggiando spesso i movimenti più indegni e pericolosi dell’islam sunnita. Avendo perso (fortunatamente) le scommesse geopolitiche in Iraq e Siria e avendo dimostrato la sua fragilità nel conflitto yemenita, ora Riad cerca la demonizzazione definitiva dell’Iran. In alleanza di fatto, come già detto, con Israele e forte di un’amministrazione statunitense completamente sbilanciata. E l’Europa, che quell’’accordo nucleare’ ha cercato con tenacia e, infine, ottenuto, appare ora in grande difficoltà”. Al taglio una fotocronaca molto grande solennizza l’udienza concessa il primo maggio da Papa Francesco alla famiglia di “Avvenire” per il cinquantesimo del quotidiano. L’immagine raffigura i bambini presenti, figli dei giornalisti e dei poligrafici, stretti intorno al Pontefice, che ha incoraggiato il giornale a proseguire secondo un’agenda che dà la precedenza agli ultimi e alle periferie. Richiami infine per la situazione politica sempre più intricata, per l’inserto Popotus e per l’inserto èvita.

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