Economia e finanza: Santa Sede, “fare la spesa” in modo critico e “voto col portafoglio”

“I mercati vivono grazie alla domanda ed all’offerta di beni”, e “ciascuno di noi può influire in modo decisivo almeno nel dar forma a quella domanda”. È l’appello con cui si conclude il nuovo documento della Santa Sede su economia e finanza, nel quale si definisce “quanto mai importante un esercizio critico e responsabile del consumo e dei risparmi”. “Fare la spesa, impegno quotidiano con cui ci dotiamo anzitutto del necessario per vivere, è altresì una forma di scelta che operiamo fra i vari prodotti che il mercato offre”, si ricorda nel testo: “È una scelta con cui optiamo sovente in modo non consapevole per beni la cui produzione avviene magari attraverso filiere in cui è normale la violazione dei più elementari diritti umani o grazie all’opera di aziende la cui etica di fatto non conosce altri interessi al di fuori di quelli del profitto ad ogni costo dei loro azionisti”. Di qui la necessità di “orientarci alla scelta di quei beni alle cui spalle sta un percorso degno dal punto di vista etico, poiché anche attraverso il gesto, apparentemente banale, del consumo noi esprimiamo nei fatti un’etica e siamo chiamati a prendere posizione di fronte a ciò che giova o nuoce all’uomo concreto”. È quello che si definisce “voto col portafoglio”: si tratta, infatti, di “votare quotidianamente nei mercati a favore di ciò che aiuta il benessere reale di noi tutti e di rigettare ciò che ad esso nuoce”. Altro capitolo importante, la gestione dei propri risparmi, che vanno indirizzati “verso quelle aziende che operano con chiari criteri, ispirati ad un’etica rispettosa di tutto l’uomo e di tutti gli uomini ed in un orizzonte di responsabilità sociale”.

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