50° di Avvenire: Tarquinio, “un giornale vero perché libero, stimolante e mai aggressivo”

“Avvenire è un giornale vero perché libero, stimolante e mai aggressivo. Tutto quello che facciamo non è meramente celebrativo ma utile al sevizio che svolgiamo. Non sono parole rivolte al passato, ma aperte al futuro”. Così Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”, ha introdotto questo pomeriggio nella sede milanese del quotidiano la presentazione delle iniziative per i 50° anni del giornale. Tra le altre, il libro “Voci del verbo Avvenire”, con le riflessioni delle “firme” del giornale sulla politica, l’economia, la società, la scienza, la cultura e la fede. Il libro, donato in anteprima a Papa Francesco nell’udienza del 1 maggio, verrà proposto a tutti i vescovi in occasione dell’assemblea Cei, e successivamente ai parroci e religiosi. “Andrà in mano a tutti coloro che incontreremo nelle feste di Avvenire. Siamo l’unico quotidiano italiano ad avere una platea cospicua di abbonati alla versione cartacea. Legame impegnativo con i lettori – ha spiegato Tarquinio -, che non si accomodano sulla nostra opinione. Leggono tra i 48 e i 50 minuti, tre volte la lettura media dei quotidiani. Paolo VI ha voluto che fossimo a Milano, e da Milano si vede bene l’Italia e il mondo. Questa è una città aperta al futuro e capace di interpretare il presente”.

In autunno, ha aggiunto, “ci aspetta un grande evento legato alla canonizzazione di Paolo VI, figlio di giornalista che ha voluto Avvenire. Prepareremo iniziative editoriali specifiche. Ci sarà anche un francobollo commemorativo del quotidiano”. Il 4 dicembre, poi, verrà proposta una forma grafica rimodernata del giornale: “Siamo stati spesso laboratorio di innovazione, abbiamo il dovere di dimostrare che lo strumento giornale è ancora utile nella nostra comunità. Uno strumento che dà una visione armonica di un giorno della vita nel mondo”.

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