Nicaragua: annuncio dei vescovi, il dialogo nazionale prenderà avvio domani “nonostante condizioni non idonee”

Ora in Nicaragua c’è una data per l’inizio del Dialogo nazionale proposto dal Governo, che vedrà la Chiesa cattolica nella duplice veste di mediatrice e testimone. “Dopo aver ascoltato il clamore della maggioranza della società e coscienti della gravità della situazione che viviamo nel Paese, nonostante le circostanze per tale Dialogo non siano le più idonee, annunciamo l’inizio dello stesso per mercoledì 16 maggio, alle 10, nell’auditorium del seminario nazionale Nostra Signora di Fatima, a Managua”. Questo l’annuncio dato ieri pomeriggio (tarda serata in Italia) dai vescovi nicaraguensi, attraverso una conferenza stampa e un comunicato ufficiale.
La Conferenza episcopale (Cen) chiarisce, citando l’Evangelii Gaudium, di non possedere le soluzioni per tutte le questioni particolari, ma di avere come punti di riferimento la dignità delle persone e il bene comune. E conferma una speranza, già espressa nei giorni scorsi: “Speriamo che il dialogo affronti strutturalmente il tema del funzionamento istituzionale del Paese, con l’obiettivo di facilitare il cammino verso la democratizzazione. Attraverso la buona volontà delle parti, l’ascolto attento delle proposte che verranno fatte, speriamo di arrivare ad accordi importanti che si traducano in decisioni concrete”.

I vescovi chiedono a tutti gli attori del dialogo di “mantenere un clima propizio di tolleranza e rispetto, soprattutto quando si realizzeranno manifestazioni pacifiche”.
La Cen si rivolge infine ai cristiani e, in particolare, ai cattolici e alle comunità, esortando tutti a “perseverare nella preghiera” e invitando tutti i fedeli cattolici a “una giornata nazionale di digiuno, preghiera e recita del santo rosario per venerdì 18 maggio”.
La situazione, rimasta tesa per tutto il fine settimana anche dopo la lettera dei vescovi al presidente Ortega, ha subito un’accelerazione ieri mattina, quando è stato reso noto l’invito del Governo alla Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh) di visitare il Nicaragua per accertare i fatti di queste settimane che hanno causato diverse decine di morti in seguito alla repressione delle manifestazioni soprattutto studentesche. Si trattava del primo dei quattro punti chiesti dai vescovi al Governo come condizione per avviare il dialogo. Ieri la situazione a Managua si presentava tranquilla, ma non sono mancate segnalazioni di sporadici episodi di violenza in altre zone del Paese.

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