Celam: nasce la Rete panamericana per il diritto alla vita

Una Rete panamericana per il diritto alla vita viene annunciata dal Celam, il Consiglio episcopale latinoamericano, attraverso il Dipartimento vita, famiglia e gioventù, con una Dichiarazione che porta la data dello scorso 10 maggio. Il breve documento prende le mosse dalla recente Lettera della Congregazione per la Dottrina della fede “Placuit Deo”, che denuncia una cultura contemporanea basata sull’individualismo neo-pelagiano e su un neo-gnosticismo che disprezza il corpo, la natura e la storia. “Notiamo con preoccupazione crescente nel nostro continente l’affermarsi di un’agenda di minoranze ideologiche, con l’appoggio di centri di potere economico e politico, il cui insieme rompe la globalità della persona umana”. Si assiste a “frequenti cambiamenti dello stato di diritto, delle politiche pubbliche, delle tutele giuridiche, che normalizzano condotte e leggi contrarie alla vira, alla famiglia alla libertà e non rispetto se del diritto all’obiezione di coscienza”. Perciò, “riconoscendo che siamo testimoni di questo momento storico, la Chiesa latinoamericana e del Caribe, nella sua responsabilità pastorale per il bene fondamentale della vita, non può restare distaccata e insensibile di fronte a questa cruda realtà”, come del resto richiamava Papa Francesco nell’omelia pronunciata a Bogotá lo scorso 8 settembre.

La nuova Rete panamericana per il diritto alla vita si pone dunque l’obiettivo di risvegliare l’interesse per tali questioni, rispetto alle quali anche molti cattolici sono “silenziosi o silenziati”, con il compito urgente di un “cambio culturale” da raggiungere attraverso “una guida responsabile, dialogante, capace di articolare i propri pensieri e attiva”. Pertanto, prosegue la Dichiarazione, “consolidando vincoli istituzionali, ecclesiali, ecumenici e sociali” si è dato vita alla nuova Rete che “accoglierà ogni realtà nazionale che protegge le vita” e opererà “mediante un’agenda comune, concordando strategie, linee di riflessione, azione e gestione delle emergenze”. Così concepita, “la Rete è un luogo d’incontro riflessivo e operativo, a partire dal diritto alla vita dal momento del concepimento fino alla morte naturale”. Tra le attività, si pensa a momenti formativi specifici per sacerdoti e laici, segni concreti di accoglienza e accompagnamento per donne incinte in difficoltà, o che hanno sofferto un aborto, così come a famiglie, minori e anziani. Si evidenzia inoltre l’importanza dei mezzi di comunicazione. Il tutto con l’obiettivo di “mettere in rete, articolare e rafforzare gruppi ed esperienze, sia nella Chiesa che al di fuori di essa”.

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