Giornalismo: Ucsi Sardegna, domani si presenta dossier sullo stato dell’informazione nell’Isola

“È precario, guadagna poco, spesso cifre irrisorie, è estremamente insoddisfatto del suo rapporto di lavoro e pensa che l’Ordine dei Giornalisti debba essere ripensato per garantire una maggiore tutela soprattutto ai più deboli”. È questo il quadro che emerge dal dossier sul giornalismo in Sardegna, promosso dalla sede regionale dell’Unione cattolica della stampa italiana. Il documento, un’indagine sullo stato dell’informazione nell’Isola, viene presentano a Cagliari sabato 12 maggio, alle 10  nella sala della Fondazione di Sardegna, in via san Salvatore da Horta.
L’indagine è frutto di un questionario distribuito online e in forma anonima ai giornalisti: hanno risposto in 263 su circa mille iscritti in tutto il territorio regionale. I rispondenti sono per tre quarti donne e ben un terzo si colloca nella fascia 55-70 anni. In linea con il numero degli iscritti all’Ordine 6 su 10 sono pubblicisti e la gran parte del campione (poco sopra il 40%) ha all’attivo un rapporto di collaborazione. Circa un quarto lavora in una redazione dove si realizza un giornale cartaceo, mentre un altro quarto è free-lance. Sul fronte guadagni si registra un picco di coloro che guadagnano meno di 2.000 l’anno, a ulteriore conferma, se ce ne fosse bisogno, della estrema precarizzazione che sta caratterizzando la professione giornalistica. La formazione professionale continua, obbligo di legge, riscuote gradimento e, nonostante i tempi cupi, i 263 giornalisti che hanno risposto all’indagine affermano che, comunque vada, nel futuro, c’è comunque spazio per il mestiere di giornalista.

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