Pontificia Accademia Vita: giornata di studio con il Gruppo di lavoro “Bioetica” dei vescovi francesi

“In questa iniziativa vedo anzitutto un modo ecclesialmente significativo di interagire tra un organo della Santa Sede e le Conferenze episcopali. È la prima volta che qui facciamo una riunione di questo tipo. E a me pare una ottima opportunità per poterci rendere conto più direttamente di quanto la Chiesa vive nei diversi Paesi, di ascoltare e di cercare insieme quali vie possano meglio rispondere in una logica evangelica alle delicate questioni che oggi emergono circa la vita umana, la promozione della salute, la dignità della persona e il bene comune”. Lo ha affermato mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, aprendo la giornata di lavoro con il Gruppo “Bioetica” della Conferenza dei vescovi francesi (Cef). “E, lo dico con umiltà, il fatto che questo incontro si svolga in questa sede può essere di aiuto anche in vista di eventuali prese di posizioni più autorevoli in questo campo. Mi auguro che questo tipo di incontri possa ripetersi anche con altre Conferenze episcopali. E vi ringrazio per questa iniziativa che vedo come un primo passo su questa strada”. Mi pare “molto positivo”, ha aggiunto mons. Paglia, “lo stile con cui la Cef cerca di interagire nel dibattito pubblico, ossia partendo da un ascolto attento delle diverse voci che sono presenti in una società pluralista, ponendosi in un atteggiamento costruttivo e non solo oppositivo o negativo nei confronti del cammino, pur talvolta ambiguo e problematico, che la società civile va facendo”. Infine, “vedo in questa giornata la possibilità di riflettere sui temi della bioetica evitando di confinarli solamente nella sfera delle scelte parziali, ma cercando piuttosto di assumerne la valenza sociale e politica. Penso che sia molto importante provare – come Chiesa – ad affrontare i temi della nascita, della salute e della morte, non solo come se fossero questioni peculiari a se stanti, come ‘in provetta’. Esse hanno infatti un importante ricaduta sociale e ci portano verso la dimensione dell’etica sociale o dell’etica pubblica, che dir si voglia. Anche a livello di riflessione bioetica mondiale stiamo assistendo a una maggiore sensibilità in questo senso, come la crescente attenzione sulla global bioethics ci dimostra. E questa è anche una linea che la Pontificia Accademia per la Vita vuole promuovere e portare avanti con decisione. È proprio questo che ci ha condotto a scegliere il tema della bioetica globale per la nostra prossima Assemblea generale di giugno”.

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