Fake news e giornalismo di pace: Pacelli (sociologa), “silenzio non più codice espressivo, la comunicazione si è impoverita”

“Il silenzio non è più un codice espressivo, ma espressione di omissione o strumento di esclusione”. Lo ha detto Donatella Pacelli, docente di Sociologia alla Lumsa e presidente del Comitato Media e minori, intervenuta questa mattina a Roma al comitato dei presidenti e dei delegati del Copercom. Parlando di fake news e giornalismo di pace, la sociologa ha indicato lo stato di salute della comunicazione. “In un disgelo cognitivo non è importante quanto l’ipertensione comunicativa abbia migliorato la nostra vita”, ha osservato la docente che ha mostrato più preoccupazione per “gli effetti perversi di una comunicazione che si è impoverita nell’azzeramento dei confini”. E sulla quale hanno inciso le post-verità, “alterandone i codici e impoverendo la nostra capacità educativa”. “I nostri tempi – ha aggiunto – mal celano un modesto impegno nel trasmettere un’etica dell’educazione” e le conseguenze si ripercuotono sul “senso del noi”, che viene “impoverito invece che amplificato”. Pacelli ha sottolineato inoltre come “la relazione comunicativa sia abilitata a creare comunità” ma “nella pluralizzazione delle relazioni è faticoso rintracciare il reciproco sintonizzarsi e il soggiogare l’altro prende il sopravvento”. La conseguenza indicata è un “deficit di solidarietà”, che “rimane sul piano dell’emozione e non diventa prassi”. La docente ha poi sostenuto che “media mainstream e media digitali non ci hanno liberato da rapporti asimmetrici”. “Sappiamo che sono ambienti che possono implementare e reinventare rapporti con la realtà e le persone. Ma non ci aiutano a migliorare il rapporto con gli altri”. L’auspicio indicato è quello di “riappropriarsi della capacità di analizzare i contenuti” e “azzerare le barriere che remano contro una comunicazione che fa solidarietà”. Infine, l’attenzione sulle “post-verità”, di cui si rendono “complici i sistemi di comunicazione”. “In una cultura di eventi che prendono il sopravvento sui fatti, il verosimile diventa interessante quanto il vero. Il silenzio rappresenta una disfunzione dei sistemi di comunicazione. Eppure il silenzio è un elemento costitutivo dello stare insieme”.

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