Ecuador, uccisione giornalisti rapiti: mons. Cabrera (Guayaquil), “uniamoci” alla preghiera del Papa e apriamoci alla pace

Mons. Luis Cabrera Herrera

“Prego per loro e per i loro familiari, e sono vicino al caro popolo ecuadoriano, incoraggiandolo ad andare avanti unito e pacifico, con l’aiuto del Signore e della sua Santissima Madre”. Un appello a “unirsi” a queste parole pronunciate ieri dal Papa sull’uccisione dei tre giornalisti ecuadoriani rapiti nei giorni scorsi, arriva da mons. Luis Cabrera Herrera, arcivescovo di Guayaquil e vicepresidente della Conferenza episcopale ecuadoriana. “Gesù – scrive in una nota – ci offre la sua pace, però non come risultato dell’imposizione delle armi né della compravendita della coscienza, della libertà o della dignità. La sua pace sgorga dal sentirci amati e perdonati da lui”. Mons. Cabrera riprende poi e sviluppa alcuni concetti già usati venerdì scorso dall’intera Conferenza episcopale ecuadoriana: “Invitiamo i governi a consolidare condizioni di vita più degne, sviluppando opportunità di lavoro e politiche di benessere sociale, specialmente nel campo dell’educazione e della salute. I gruppi armati a unirsi alle iniziative di dialogo e rispetto per costruire un’autentica democrazia, libera da qualsiasi forma di corruzione e violenza. A tutte le persone e i gruppi a non cadere nella tentazione del facile arricchimento che proviene dalla tratta di persone, dalla produzione e dal traffico di armi e sostanze stupefacenti”. Un invito rivolto non solo per “il dolore che viviamo in questo momento, ma soprattutto per la speranza che, se noi ci apriamo all’amore e alla misericordia di Dio, potremo incontrare la pace e vivere come fratelli”.

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