Gaudete et Exsultate: mons. Redaelli (Gorizia), “leggerla personalmente e metterla in pratica con l’aiuto della grazia di Dio”

“Scrivendo la Gaudete et Exsultate, Papa Francesco non pensava ovviamente in modo specifico alla nostra comunità cristiana, ma le sue considerazioni sono molto utili per noi, sia per quanto sottolinea in generale circa la santità cristiana, sia per i suggerimenti molto concreti che ci offre. Anche solo da una prima lettura, si intuisce che quanto scritto da Papa Francesco nasce dalla sua lunga e intensa esperienza di guida pastorale e spirituale. Invito pertanto a leggerla personalmente e a metterla in pratica con l’aiuto della grazia di Dio”. Così l’arcivescovo di Gorizia, mons. Carlo Roberto Maria Redaelli ha presentato l’esortazione apostolica “Gaudete et Exsultate” ai fedeli della diocesi con un lungo intervento sul settimanale diocesano “Voce Isontina”. Proprio nell’omelia pronunciata lo scorso 16 marzo, in occasione della festa dei santi Ilario e Taziano patroni della città di Gorizia, mons. Redaelli aveva sottolineato – con una punta di “pessimismo e amarezza” come lui stesso rilevò – “che la diocesi dall’epoca di Paolino di Aquileia (IX secolo) non ha più avuto santi o beati propri, almeno quelli riconosciuti tali dalla Chiesa”. “Un segno – concluse – del bisogno per la Chiesa isontina di un salto di qualità nella vita spirituale e di un maggior impegno nella preghiera attraverso cui chiedere al Signore il dono della santità”.

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