Karol Wojtyla e Humanae vitae: mons. Melina (teologo), “mai pressioni su Paolo VI”, polemiche derivano da “neo-gnosticismo”

“L’arcivescovo di Cracovia non ha inteso mai andare oltre l’Humanae vitae e non ha mai esercitato pressioni. Al contrario si è posto in atteggiamento di ascolto e servizio, offrendo uno straordinario contributo al ministero petrino”. Lo ha detto mons. Livio Melina, introducendo questo pomeriggio alla Pontificia Università Lateranense la presentazione del volume “Karol Wojtyla. Il contributo dell’arcivescovo di Cracovia e del gruppo di teologi polacchi all’enciclica di Paolo VI”, di Pawel Stanislaw Galuszka. Le polemiche insorte in alcuni ambienti, ha osservato il teologo, “sono solo funzionali a una manipolazione ideologica dell’insegnamento di Paolo VI”, negando la continuità tra quest’ultimo, le catechesi sul corpo di Giovanni Paolo II e l’enciclica Veritatis Splendor, di cui celebriamo il 25° anniversario. Di qui l’arbitrarietà della “contrapposizione tra Paolo VI e Giovanni Paolo II, vedendo in quest’ultimo un’intransigente moralista che avrebbe contraddetto la natura aperta e flessibile del primo”. Come ha scritto recentemente Papa Francesco nella “Placuit Deo”, tale contrapposizione “è dovuta all’insorgere del neo-gnosticismo”. Il libro presentato oggi, per Melina, è invece “un potente farmaco che ci permette di respirare la buona teologia morale di Karol Wojtyla, figlio devoto e fedele di Paolo VI prima e poi suo successore alla cattedra di Pietro”.

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