Elezioni in Colombia: mons. Álvarez (Cec), “non è un no alla pace, ma serve un progetto condiviso per il Paese”

“Personalmente, non credo che dal voto arrivi un no alla pace, almeno non principalmente”. Lo dice al Sir il segretario generale della Conferenza episcopale colombiana (Cec), mons. Elkin Fernando Álvarez Botero, commentando l’esito delle elezioni legislative di domenica, che hanno visto prevalere le forze di destra contrarie all’accordo di pace tra governo e Farc. “Preciso – spiega mons. Álvarez – che si tratta di prime impressioni personali, non ancora discusse con l’episcopato. Mi pare che da un lato il voto sia stato espresso in generale su diversi modelli di Paese, dall’altro che arrivi la richiesta di un cammino di pace più partecipato, più condiviso. Resta inoltre il problema dell’astensione molto alta, circa il 52-53% dei cittadini non ha votato. Tuttavia, la partecipazione è cresciuta rispetto a cinque anni fa. Noi abbiamo insistito molto sulla partecipazione, su fatto che le comunità si inseriscano nel processo politico”.
Il segretario della Cec riflette anche sulla notevole frammentazione: “Sì, c’è molta dispersione di forze. Noi, sulla scia delle parole del Papa, abbiamo molto insistito sulla costruzione di un progetto comune per il Paese, che dev’essere una casa per tutti. Per questo, però, serve una leadership politica forte. Il Paese ha bisogno di un nuovo patto sociale. Certo, in futuro non si potrà non tenere conto che l’accordo di pace è una realtà, ma bisogna operare senza forzature nella società”.
Sull’insuccesso delle Farc, mons. Álvarez fa notare che “si presentavano per la prima volta, devono seguire un cammino di maturazione. Penso poi che abbia influito il fatto che già avevano dei seggi garantiti”. Piuttosto, per la continuazione del processo di pace, “il dialogo con l’Eln potrebbe essere un importante segno”. Da registrare, a questo proposito, che proprio ieri, all’indomani del voto, il presidente Santos ha deciso di tornare a Quito al tavolo della trattativa con la guerriglia, interrotto dopo i recenti attentati.

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