Siria: card. Zenari, “combattono i 5 eserciti più forti del mondo”. Lo strazio dei bambini

Card. Mario Zenari

“La Santa Sede cerca di fare del suo meglio per far uscire la Siria dalla guerra. Nel Paese sono presenti attori regionali, che sono il fulcro del problema, e attori internazionali. Sul suo suolo agiscono 5 tra i più potenti eserciti del mondo, uniti all’inizio nel buttare fuori l’Isis, un bubbone inserito nel corpo debole della Siria. Ora che Isis è stato militarmente sconfitto questi eserciti sono rimasti in Siria con linee rosse molto vicine”. Lo ha detto il card. Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, nel corso di un incontro, svoltosi ieri sera a Roma, promosso da Comunione e Liberazione, Centro Culturale di Roma e Fondazione Avsi, nel quale il porporato ha portato la sua testimonianza di questi quasi 8 anni di guerra. Il nunzio si è detto d’accordo con il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, che ha definito la Siria un “inferno sulla terra” dove si combatte con tante armi, quelle “medievali della fame e della sete”, quelle “chimiche, ma non sta certo a me dire chi le usa”. Il conflitto siriano, ha detto il cardinale, “è una valanga che ha travolto la popolazione civile, specie i bambini. Una strage degli innocenti. Oggi la Siria è il posto più pericoloso per i bambini. Nessuna parola farà giustizia ai bimbi uccisi e ai loro familiari”, ha aggiunto il nunzio, che ha ribadito la necessità di “preoccuparci dei traumi fisici e psichici dei bambini che li segneranno per anni, forse per tutta la vita. Basterebbe leggere i rapporti internazionali sulla crisi siriana per comprendere ciò che accade”. Ricordando il periodo di Quaresima il cardinale ha citato un passo delle Lamentazioni, “la lingua del lattante si è attaccata al palato per la sete; i bambini chiedevano il pane e non c’era chi lo spezzasse loro”, per sottolineare la sofferenza dei più piccoli in questa guerra. “Patiscono fame, sete e violenza indescrivibile”. Ma si è detto convinto che “c’è anche la Provvidenza che agisce nel cuore dei bambini e delle loro famiglie”.

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