Riforma Curia: mons. Ladaria (Dottrina della Fede), “ancora niente riferito direttamente a noi”

“Come sacerdote, vedere il Papa così vicino alla gente, così vicino al Popolo di Dio, un Papa con un volto così eminentemente pastorale, questo per me, per tutti noi, è un invito a essere e sentirci anche noi pastori del Popolo di Dio”. Lo dice il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, mons. Luis Francisco Ladaria Ferrer, in un’intervista rilasciata a Vatican News. “Il Papa ha detto molte volte che i pastori devono avere questo odore delle pecore e questo ci aiuta molto a sentirci vicini al Popolo di Dio perché noi siamo al suo servizio”, aggiunge. L’arcivescovo richiama l’immagine della “piramide inversa”, citata da Francesco, per spiegare che “la base sono tutti, poi ci sono alcuni, ma questi sono al servizio dei molti, non il contrario”. “Mi sembra che questa sia una intuizione molto bella e credo che può aiutare tutti noi, se la prendiamo sul serio, a far sì che il nostro ministero sia eminentemente pastorale”. Parlando della riforma della Curia, mons. Ladaria spiega che la Congregazione non ha “ancora ricevuto niente che sia riferito direttamente a noi”. “Quando ci diranno qualcosa certamente la accetteremo molto volentieri e coopereremo in tutto come sempre. La nostra collaborazione con Papa Francesco sarà totale. Questo è evidente, ma per il momento non abbiamo ancora ricevuto indicazioni concrete. Quando le riceveremo verranno accettate tranquillamente”. L’arcivescovo spagnolo si è poi soffermato sul suo rapporto “da gesuita a gesuita” con Papa Francesco. “Evidentemente ci sono delle affinità di formazione, di persone conosciute dal Santo Padre e da me. Dunque è una cosa che può aiutare, ma è accidentale: non appartiene alla sostanza”.

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