Giovani: suor Arcaro (Francescane Angeline) a Missio Ragazzi, “ non considerare il bambino come qualcuno da indottrinare”

“A volte come educatori ci preoccupiamo troppo delle attività e tralasciamo l’essenziale. Dobbiamo stare davanti ai ragazzi come stiamo davanti a Gesù eucarestia. C’è bisogno di un silenzio di fede, nutrito da una comprensione adorante del mistero”. E’ l’invito che suor Roberta Arcaro, missionaria delle suore Francescane Angeline, ha fatto questa mattina intervenendo al convegno nazionale degli incaricati diocesani di Missio Ragazzi in corso da ieri a Roma, nella Casa per ferie “Ospitalità Bakita” delle suore Canossiane. I 60 partecipanti provenienti dalle diverse Regioni d’Italia sono riuniti per una tre-giorni di approfondimenti e confronti su temi e strumenti di animazione missionaria dei bambini. Riferendosi al brano del Vangelo di Luca (capitolo 2, versetto 52) – “Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini” – parlando agli educatori presenti, suor Arcaro non ha usato mezzi termini: “Gli educatori, chiamati ad essere maestri, non devono considerare il bambino come qualcuno da indottrinare: i nostri ragazzi sono portatori di un mistero intrinseco che è la grazia di Dio. Come educatori dobbiamo orientare, non manipolare: non sono le competenze che dobbiamo dare ai nostri ragazzi, ma la consapevolezza dell’essere figli di Dio”. In una società dove le tante agenzie educative sono sempre più abituate a delegare le une alle altre, come Chiesa “non possiamo adeguarci: il nostro compito è quello di creare ponti educativi, evitando contrapposizioni”. Occorre stipulare patti educativi tra le varie realtà coinvolte nella crescita dei più piccoli. Quelle alleanze educative che i Centri Missionari Diocesani, nell’educazione alla missionarietà dei bambini, sono chiamati a proporre nella pastorale diocesana. L’invito non è quello di offrire alla Chiesa locale degli strumenti di animazione missionaria che si sostituiscano ai percorsi formativi di movimenti e associazioni ecclesiali. L’obiettivo di Missio Ragazzi, piuttosto, sta nel proporre un servizio a tutti gli educatori impegnati in ambito ecclesiale: essere “lievito nella pasta”, dove “il lievito” è la sensibilità missionaria che la Chiesa italiana, tramite Missio, vuole veicolare ovunque. Lo scopo di tutti coloro che si occupano di educazione alla fede è uno solo: aiutare i ragazzi a diventare adulti, cioè a saper leggere e annunciare la Parola di Dio. “A nulla – ha concluso suor Arcaro – valgono tutte le dinamiche di animazione proposte, se non sono nutrite dalla Parola”.

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