Usura e azzardo: Gualzetti (Fond. San Bernardino), “l’usura fenomeno carsico. Spesso lo vediamo solo quando c’è un suicidio”

“In un contesto di sovraindebitamento l’azzardo è concepito come uno strumento per pagare i debiti giocando la fortuna”, ha spiegato Luciano Gualzetti, vicepresidente Consulta nazionale antiusura e presidente Fondazione San Bernardino intervenendo alla Tavola rotonda “Usura, azzardo e mass media”, organizzata dalla Consulta nazionale antiusura e dalla Fisc, che si svolge oggi a Roma.
Ripercorrendo le cause dell’indebitamento, Gualzetti ha chiarito che “è una questione culturale, che ha cause precise basate su un paradigma basato su iper individualismo, consumo ossessivo, libertà senza responsabilità, mercato senza regole, finanza senza fini se non profitto”. “Un tempo c’era una logica che diceva che il lavoro produce risparmio e il risparmio consumo – ha spiegato -. Da un po’ di tempo a questa parte il paradigma si è ribaltato e uno può consumare senza avere i soldi e poi lavora per ripagare i debiti”. Quando il debito diventa sovraindebitamento (livello delle rate da pagare supera il 20-30% delle entrate correnti) si entra nella “trappola dei debiti e staffetta dei debiti (nuovi prestiti per pagare i vecchi)”. Quando si entra in questa situazione “il rischio è non poterne più uscire e usare soluzioni irrazionali come l’azzardo”.
C’è poi il problema della svendita degli immobili per la cessione dei crediti ad opera delle banche che “aggrava la situazione e favorisce l’usura”. Oggi 10 milioni di persone non possono utilizzare gli strumenti tradizionali del credito. L’usura, ha detto Gualzetti, “è un fenomeno carsico, e spesso lo vediamo solo quando c’è un suicidio”. Difficile intervenire perché la “situazione aggravata dal fatto che usurai visti come amici perché gli unici che hanno aiutato quando nessuno dava loro credito”. Il giro d’affari dell’usura, secondo i dati Eurispes del 2015, è di 82 miliardi di euro e coinvolge 3 milioni di persone.
Gualzetti ha concluso evidenziando tre stadi su cui si può intervenire: “1) aiutare le persone a fare previsione finanziaria con valutazione corretta entrate/uscite; 2) capacità di affrontare l’indebitamento mirando a diminuzione delle spese o aumento delle entrate; 3) capacità di gestire il sovraindebitamento chiedendo aiuto e rivolgendosi non all’usuraio ma a qualcuno di competente”. Le Fondazioni antiusura associate alla Consulta nazionale “Giovanni Paolo II” dal 1992 hanno incontrato 116mila persone e erogato fondi per 390 milioni di euro. Il reddito medio delle persone aiutate è di 1500 euro.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo