Televisione: presentato “La mossa del cavallo”. Camilleri, “questo film è un’altra cosa rispetto a Montalbano”

Foto: Fabrizio Di Giulio

“Confesso di provare un po’ di paura per il successo televisivo di Montalbano”. Ha esordito così oggi Andrea Camilleri, presentando in conferenza stampa il film “La mossa del cavallo”, il primo dei romanzi storici dell’autore siciliano che viene portato sullo schermo dalla Palomar con Rai Fiction. “Sono preoccupato perché Montalbano ha raggiunto livelli altissimi di consenso”, ha spiegato Camilleri: “Penso a tutti quelli che vedono le repliche dei film tv, ricordandosi tutto a memoria. Li vorrei conoscere e dirgli cosa ci trovano. Non vorrei essere svegliato poi nel cuore della notte da qualcuno che grida sotto casa ‘Montalbano santo subito’”. Messa da parte l’ironia, lo scrittore siciliano ha poi introdotto il nuovo film, “La mossa del cavallo”. “Questo progetto è un’altra cosa rispetto a Montalbano, un altro mondo. Qui raccontiamo gli anni dell’Unità d’Italia, la Sicilia che accolse con entusiasmo l’unificazione. Pochi decenni dopo però iniziarono le proteste. Perché questo improvviso disamore?”. Camilleri ha precisato: “C’è un fatto che vorrei richiamare: la leva obbligatoria. La Sicilia prima dell’Unità d’Italia non aveva la leva obbligatoria, ma dopo fu introdotta. Questo toglieva i giovani alle famiglie, tutte famiglie di agricoltori, contadini. Toglieva loro la forza lavoro. Era vista come una ‘tassa’ sulla produzione”. Lo scrittore ha poi aggiunto: “La leva obbligatoria fu uno dei grandi errori dell’epoca. Ma a ben vedere, tutti quei giovani che entravano nell’esercito, dal Piemonte alla Sicilia, costituirono la vera Unità d’Italia, spingendoli ad abbandonare i dialetti per capirsi e abbracciando l’italiano. Ecco l’Italia si può dire è iniziata con un ‘errore’”.

(Sergio Perugini)

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