Papa Francesco: messaggio Gmg, no al “buio di una stanza chiusa in cui l’unica finestra” è il pc o lo smartphone. “Spalancate le porte della vostra vita” e aprite “spazi nelle città”

“È necessario aprire spazi nelle nostre città e comunità per crescere, per sognare, per guardare orizzonti nuovi! Mai perdere il gusto di godere dell’incontro, dell’amicizia, il gusto di sognare insieme, di camminare con gli altri”. Nel messaggio per la prossima Gmg, il Papa esorta i giovani a non rimanere prigionieri della logica del digitale: “Non lasciate – l’invito – che i bagliori della gioventù si spengano nel buio di una stanza chiusa in cui l’unica finestra per guardare il mondo è quella del computer e dello smartphone. Spalancate le porte della vostra vita! I vostri spazi e tempi siano abitati da persone concrete, relazioni profonde, con le quali poter condividere esperienze autentiche e reali nel vostro quotidiano”. “I cristiani autentici non hanno paura di aprirsi agli altri, di condividere i loro spazi vitali trasformandoli in spazi di fraternità”, spiega Francesco a proposito dell’arte del discernimento, che “diventa indispensabile quando si tratta della ricerca della propria vocazione”, la quale “il più delle volte non è immediatamente chiara o del tutto evidente, ma la si comprende a poco a poco”. Il discernimento da fare, in questo caso, “non va inteso come uno sforzo individuale di introspezione, dove lo scopo è quello di conoscere meglio i nostri meccanismi interiori per rafforzarci e raggiungere un certo equilibrio”, ammonisce il Papa: “In questo caso la persona può diventare più forte, ma rimane comunque chiusa nell’orizzonte limitato delle sue possibilità e delle sue vedute. La vocazione invece è una chiamata dall’alto e il discernimento in questo caso consiste soprattutto nell’aprirsi all’Altro che chiama”. “È necessario il silenzio della preghiera per ascoltare la voce di Dio che risuona nella coscienza”, raccomanda Francesco: “Egli bussa alla porta dei nostri cuori, come ha fatto con Maria, desideroso di stringere amicizia con noi attraverso la preghiera, di parlarci tramite le Sacre Scritture, di offrirci la sua misericordia nel sacramento della Riconciliazione, di farsi uno con noi nella Comunione eucaristica”. “Ma è importante anche il confronto e il dialogo con gli altri, nostri fratelli e sorelle nella fede, che hanno più esperienza e ci aiutano a vedere meglio e a scegliere tra le varie opzioni”, scrive il Papa a proposito del secondo imperativo. “Nei vostri dubbi, sappiate che potete contare sulla Chiesa”, garantisce Francesco: “So che ci sono bravi sacerdoti, consacrati e consacrate, fedeli laici, molti dei quali giovani a loro volta, che come fratelli e sorelle maggiori nella fede possono accompagnarvi; animati dallo Spirito Santo sapranno aiutarvi a decifrare i vostri dubbi e a leggere il disegno della vostra vocazione personale. L’altro non è solo la guida spirituale, ma è anche chi ci aiuta ad aprirci a tutte le infinite ricchezze dell’esistenza che Dio ci ha dato”.

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