Migranti: don Soddu (Caritas), “differenze siano linfa nuova e non occasioni di sospetto”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Per contrastare il rischio di nuove barbarie, nelle relazioni fra i popoli, nei rapporti fra fedi diverse, nel venir meno di un’idea comune sulla dignità umana anche all’interno delle nostre città, possiamo e dobbiamo riaffermare il primato della persona e dello sviluppo integrale dell’uomo, di ogni uomo”. Ne è convinto don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, che in un’intervista pubblicata sul sito della campagna “Liberi di partire, liberi di restare” promossa dalla Cei, ribadisce l’urgenza di cercare “con caparbietà e nonostante tutto, spazi per costruire pace, agire e credere in un mondo riconciliato, dove le differenze siano linfa nuova e non occasioni di sospetto e di conflitto”.
Secondo don Soddu, infatti, “permane, in larghe fasce di popolazione anche delle nostre comunità parrocchiali, una distanza tra le molteplici azioni di accoglienza messe in atto in questi anni e la disponibilità all’accoglienza, alla relazione e all’integrazione degli immigrati nelle ordinarie situazioni della vita quali il condominio, il lavoro, la scuola, le amicizie, il tempo libero”. È come se, spiega il direttore di Caritas Italiana, “tutta la ricchezza delle molteplici opere ed esperienze donate in questi anni fosse una ‘luce sotto il moggio’” che “non illumina e non scalda, né le menti, né i cuori, né le prassi, né le scelte di vita e di politica dei nostri territori”.

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