Amnesty International: Rapporto 2017, leader mondiali abbandonano i diritti umani

“Gli spettri dell’odio e della paura oggi aleggiano ampiamente nelle questioni mondiali. In questi tempi difficili, sono ben pochi i governi che stanno dalla parte dei diritti umani. Al contrario, leader come al-Sisi, Duterte, Maduro, Putin, Trump e Xi stanno spietatamente mettendo a rischio i diritti di milioni di persone”. È quanto denuncia Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International, presentando il “Rapporto 2017-2018. La situazione dei diritti umani nel mondo” che l’organizzazione diffonde oggi. Per Amnesty, i leader mondiali abbandonano i diritti con gravi conseguenze. “La debole risposta ai crimini contro l’umanità e ai crimini di guerra commessi in Myanmar, Iraq, Sud Sudan, Siria e Yemen sottolineano la mancanza di leadership nel campo dei diritti umani. I governi stanno vergognosamente facendo arretrare le lancette dell’orologio a scapito di decenni di conquiste per le quali si era lottato duramente”, prosegue Shetty. Tra i segnali di regressione messi in luce nel Rapporto figurano il giro di vite in Francia e in Polonia nei confronti del diritto di manifestare. Per l’organizzazione, il “Women’s day” promosso negli Stati Uniti e ripreso in altri Paesi dimostra la crescente influenza dei nuovi movimenti digitali come #MeToo e, in America Latina, “Ni Una Menos”, nella denuncia della violenza contro le donne e le bambine. Secondo Shetty, “l’indomito spirito delle donne alla guida di potenti movimenti per i diritti umani ci ricorda che il desiderio di eguaglianza, dignità e giustizia non verrà mai soppresso. C’è la sensazione palpabile che i movimenti di protesta stanno crescendo ovunque nel mondo. Se i governi si opporranno a questi movimenti, la loro legittimità ne farà le spese”.

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