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Comece: visita di mons. Ntahondereye, presidente vescovi Burundi. Al centro dei colloqui rapporti con Ue e giovani. “Mitigare le sanzioni”

(Bruxelles) “Attirare l’attenzione delle istituzioni europee sulle sfide politiche, sociali ed economiche che attualmente deve affrontare il Burundi”: è stato il motivo di una visita, avvenuta nei giorni scorsi, di mons. Joachim Ntahondereye, vescovo di Muyinga e presidente della Conferenza dei vescovi del Paese, presso il segretariato della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) a Bruxelles. Lo si apprende da un comunicato diffuso oggi che riferisce dell’incontro tra mons. Ntahondereye e il segretario generale della Comece, padre Olivier Poquillon. La situazione dei giovani in Burundi è stata una delle preoccupazioni principali che il vescovo ha evidenziato: “L’Ue potrebbe rafforzare il proprio sostegno agli attori non governativi locali, comprese le organizzazioni religiose, al fine di creare opportunità di formazione e occupazione per i giovani perché possano partecipare attivamente alla vita sociale, economica e politica”, ha indicato il vescovo. Un’altra richiesta all’Ue riguarda invece la revisione di quegli “aspetti della politica delle sanzioni che riguardano in particolare le parti più vulnerabili della popolazione civile burundese”. Il 23 ottobre scorso il Consiglio europeo ha prolungato per un altro anno una serie di misure restrittive avviate nel 2015 verso il Burundi dove ancora non sono garantiti lo stato di diritto, la democrazia e i diritti fondamentali.

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