Natale: mons. Angiuli (Ugento), “Gesù sia ancora l’ospite desiderato, l’amico ricercato, la persona a cui affidare la vita”

“Natale è un avvenimento che non lascia indifferenti, ma coinvolge nella gioia tutti gli uomini, credenti e non credenti”: lo scrive mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, in occasione del Natale. A far sprigionare la gioia “è, innanzitutto, il fatto che la nascita di Gesù richiama la nascita di ogni bambino”, “un miracolo che si rinnova a tutte le latitudini e in tutti i contesti culturali e ogni volta non finisce di stupire”. La gioia del Natale, però, risiede “soprattutto nel fatto che colui che nasce è Il Verbo incarnato”. Si può dire che, in Gesù, Dio “nasce”, “assume la natura umana e diventa uomo per consentire agli uomini di esprimere pienamente la loro umanità. Anzi, per dare loro la possibilità di diventare Dio. È Il miracolo del ‘meraviglioso scambio’”.
Il presule ricorda anche che “qualche anno fa, avvicinandosi la festa del Natale, don Tonino Bello inviò i suoi ormai famosi ‘auguri scomodi’. Il suo intento era quello di risvegliare le coscienze circa il valore di questa ricorrenza cristiana”. Perciò, si chiede, “con estrema sincerità”: “Nel nostro tempo, a Natale c’è ancora posto per parlare di Gesù? In questi ultimi decenni, abbiamo assistito lentamente a una progressiva scristianizzazione della festa del Natale. L’aspetto commerciale ha preso il sopravvento su quello spirituale”. Per mons. Angiuli, “è una contraddizione evidente che proprio l’Occidente, forgiato nella sua storia e nella sua cultura dalla fede ebraico-cristiana, abbia trasformato il Natale da festa della presenza di Dio in mezzo agli uomini a una festa di uomini senza Dio; dalla contemplazione di Dio che si fa povero all’adorazione del dio Denaro; dall’accoglienza del Dono che salva perché ti ama, a servirsi di regali per farsi amare pensando così di vincere la paura del rimanere tremendamente soli”. Di qui l’invito a riscoprire l’“autentico significato” del Natale: “Questa bellissima festa ritorna ogni anno per ricordare a tutti di guardare dentro la propria anima, di valorizzare ciò che siamo e ciò che abbiamo. Soprattutto ci invita a considerare la vita come un pellegrinaggio verso Dio, ripercorrendo il cammino di Dio verso di noi. Auguro a tutti voi che a Natale Gesù sia ancora l’ospite desiderato nella vostra casa, l’amico ricercato dal vostro cuore, la persona a cui affidare la vostra vita, il Signore che realizza la pace nel mondo”.

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