Natale: mons. Mura (Lanusei), “un dono che nessuno può consumare o sciupare”

Antonello Mura

“Il Natale che vorrei c’è già stato, ma non si è ancora totalmente compiuto né in me né attorno a me. E neanche nell’umanità. Manca sempre qualcosa. Manca soprattutto Qualcuno”. Inizia con queste parole il messaggio che il vescovo di Lanusei, mons. Antonello Mura, ha inviato alla diocesi per le festività natalizie. “Il Natale che vorrei – spiega il vescovo – ha i colori della festa più bella, e riesce a dare un senso, un’origine e una bellezza a tutte le cose, al presente e al futuro. Perché è il solo che può illuminare le luminarie, non il contrario”. “Il Natale che vorrei – prosegue – lo immagino stipato di gente che cammina con un gran bel desiderio: incontrare da vicino Dio, per ascoltarlo e parlargli, persino per toccarlo. Rallegrandosi di vederlo crescere accanto a loro, ma soprattutto dentro di loro”. “Il Natale che vorrei permetterebbe ad alcune persone di stare più vicino al Bambino”, aggiunge mons. Mura, riferendosi alle tante situazioni di difficoltà, malattia, sofferenza vissute dalle persone – giovani, anziani, disoccupati, ammalati, migranti, senza tetto – che il vescovo chiama per nome. “Nel Natale che vorrei – continua – troverebbero posto, vicino al Bambino, tutti coloro che si preoccupano degli altri, della fragilità dei bambini come della debolezza degli anziani: genitori, educatori, volontari, medici, infermieri… Non mancherebbero neppure coloro che annunciano la buona Notizia, quella di un Dio che continua ad esserci: sacerdoti, religiose, religiosi e animatori della fede; quelli che avendo il dono della sapienza e della cultura – come i docenti – la donano senza presunzione; chi si occupa autenticamente del bene comune; chi ha la creatività come dono e l’arte come stile”. “Nel Natale che vorrei – conclude – non posso né voglio dimenticare nessuno. Anche perché il Natale che vorrei c’è già stato. Qualcuno l’ha voluto per sempre, come un Dono che nessuno può consumare o sciupare. Da quel giorno Dio si è fatto uomo e non si è mai più pentito”.

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