Iraq: card. Parolin, “siete una Chiesa di martiri. Continuate a vivere con gioia la vostra fede”

“Voi siete una Chiesa di martiri. Il sangue dei vostri martiri e la testimonianza di fede di tanti vostri fratelli e sorelle sono un tesoro per la Chiesa e un seme di nuova vitalità. Alla luce del loro esempio vi invito a continuare a vivere con gioia e gratitudine la vostra fede”. Lo ha affermato, oggi pomeriggio, il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, nella Messa nella cattedrale caldea di San Giuseppe di Ankawa, nel corso della sua visita in Iraq per le celebrazioni natalizie (24-28 dicembre). “Vi invito, come direbbe Papa Francesco, a non lasciarvi rubare la speranza – ha proseguito il porporato -. Vi invito a continuare a manifestare amore verso tutti e perdono, diffondendo il buon profumo di Cristo tra i vostri connazionali “. Il cardinale ha, poi, esportato: “Siate artefici di comunione, fuggendo come peste le divisioni, le contese, le rivalità all’interno delle nostre comunità e gareggiando nello stimarvi a vicenda e portando gli uni i pesi degli altri. Così diventerete operatori di riconciliazione e di pace in un mondo frantumato, ricordando che la Chiesa è in Cristo come un sacramento, cioè segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano”. Così, secondo il card. Parolin, “porterete un contributo fondamentale alla costruzione della società e del Paese insieme agli altri vostri concittadini”.
Il segretario di Stato vaticano si è detto “contento che numerose famiglie siano rientrate nei propri villaggi che felicemente sono in via di ricostruzione. Spero che tanti altre possano seguire presto. È responsabilità di tutti favorire questo ritorno, assicurando le condizioni adeguate affinché si possa riprendere una vita normale e tranquilla”. “Il vero messaggio del Natale – ha concluso – è un messaggio di pace e di bene per tutti, un messaggio di amore al prossimo. In questo tempo benedetto, auguro a voi e all’intero Iraq i doni dell’unità, della riconciliazione e della concordia”.

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