Incontro di Taizé: card. Osoro (Madrid), senza esperienza dell’incontro “non è possibile costruire l’Europa”

Card. Carlos Osoro

“L’esperienza di fraternità, scoprire che l’altro è mio fratello”, perché “c’è un Dio che ci ama” è in questo momento il messaggio “più importante” dei giovani cristiani per l’Europa. Sarà il messaggio che da Madrid lanceranno al Vecchio Continente i giovani che parteciperanno all’incontro europeo di Taizé, in una “città che è stata costruita da persone provenienti da tutta la Spagna, e ora da tutto il mondo”. Sono parole che il cardinale arcivescovo di Madrid Carlos Osoro ha pronunciato in una conferenza stampa all’apertura dell’evento che vede protagonisti in questi giorni (28 dicembre-1° gennaio) 15mila giovani di diverse confessioni cristiane. Il cardinale è un grande sostenitore di questi incontri da quando, a metà degli anni ’60, è stato egli stesso a Taizé. Perché ci sia incontro, ha spiegato il cardinale, sono necessari “il silenzio e l’ascolto”, due requisiti fondamentali senza i quali “non troviamo né Dio né i fratelli”, condizioni che rendono possibile tra le persone “un incontro che va al di là di noi stessi, di chi siamo o di che cosa pensiamo” e che fanno nascere la preghiera del Padre Nostro, che ci insegna a “abbracciare il fratello come ci abbraccia Dio”. “Senza questa esperienza”, ha concluso il cardinale, “non è possibile costruire l’Europa. Saremo divisi, ognuno sul proprio territorio, con delle frontiere, e senza i ponti che il Signore chiede a noi tutti di costruire”, nella consapevolezza che “l’altro è mio fratello, a prescindere da come la pensa. Quando si raggiunge questa fraternità, il mondo cambia”.

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