Editoria: “Rogate ergo”, il numero di dicembre sulla “generatività del Natale”

È ancora possibile vivere il Natale come una festa autenticamente religiosa e non solo come l’apoteosi del consumismo? La domanda la pone Giuseppe Savagnone, esperto di dottrina sociale della Chiesa, nel numero di dicembre della rivista “Rogate ergo”, a proposito del vero significato della festa, che in Europa si sta perdendo a motivo dell’indebolimento delle radici cristiane a livello giuridico-politico e anche di costume. Citando il libro “Dio è nato in esilio” di Vintilia Horia, Savagnone scorge nel rifiuto del Festeggiato la sorte di tanti uomini e donne che si vedono sbarrare le porte dei nostri confini. Una risposta alla domanda iniziale viene da don Luigi Berzano. Per il sociologo astgiano, attento alle trasformazioni dell’esperienza spirituale, il Natale rimane tuttora, per credenti e non credenti, un grande invito alla serenità. In nessun giorno dell’anno i ricordi si spingono tanto indietro, fino ai tempi in cui da bambini si attendeva e si sperimentava pace e protezione. Infine Rodolfo Papa, storico e filosofo dell’arte, sostiene come là dove i riti liturgici non arrivano a spiegare sufficientemente il mistero dell’Incarnazione del Verbo, supplisce l’arte con i suoi capolavori, soprattutto quelli pittorici e musicali, alla cui base c’è fondamentalmente la tenerezza.

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