Cultura: Istat, nel 2017 netta ripresa della produzione editoriale. Ma solo 23,5 milioni di italiani hanno letto almeno un libro per motivi non professionali

Nel 2017 in Italia c’è stato un netto segnale di ripresa della produzione editoriale: rispetto all’anno precedente i titoli pubblicati aumentano del 9,3% e le copie stampate del 14,5%. Ma solo il 41% degli italiani dai 6 anni in su ha letto almeno un libro per motivi non professionali (circa 23 milioni e mezzo). Lo rende noto oggi l’Istat, diffondendo il report “Produzione e lettura di libri in Italia” per il 2017.
Dei 1.459 editori attivi nel 2017, quasi l’85% pubblica non più di 50 titoli all’anno. Oltre la metà (54%) sono “piccoli” editori, con un massimo di 10 opere in un anno, e il 31% sono “medi” editori, che producono da 11 a 50 opere in un anno. I “grandi” editori, con oltre 50 opere all’anno, rappresentano il 15,1% degli operatori attivi nel settore. Pubblicano più dell’80% dei titoli sul mercato e circa il 90% delle copie stampate.
“La ripresa – spiega l’Istat –, tuttavia, sembra aver interessato esclusivamente i grandi marchi (+12,6% per i titoli e +19,2% per le tirature) mentre per i piccoli e ancor più per i medi editori si sono riscontrate flessioni”.
L’editoria per ragazzi è in forte crescita rispetto al 2016: +29,2% le opere e +31,2% le tirature, ma è l’editoria educativo-scolastica a incrementare di più la produzione, raddoppiando sia i titoli sia il numero di copie stampate.
Nell’opinione degli editori, spiega l’Istat, i principali fattori che determinano la modesta propensione alla lettura nel nostro Paese sono il basso livello culturale della popolazione (42,6% delle risposte) e la mancanza di efficaci politiche scolastiche di educazione alla lettura (38,4%).

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