Crisi umanitarie: Medici senza frontiere, in una fotogallery l’impegno della Ong lungo tutto il 2018

Mediterraneo centrale (Foto di Laurin Schmid/Sos Mediterranee)

Dall’assistenza alla popolazione yemenita e ai Rohingya, alle impegno per far fronte alle emergenze rappresentate dall’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, dal collasso del sistema sanitario di Gaza e dal flusso dei migranti in Europa attraverso il Mediterraneo. Sono dodici le fotografie scattate nel corso del 2018 scelte da Medici senza frontiere (Msf) per raccontare le attività svolte in 72 Paesi del mondo per portare assistenza e cure mediche. “In fuga da guerre e violenze, o colpiti da malattie, epidemie o disastri naturali, dietro ciascuno dei nostri pazienti c’è sempre una storia unica”, spiega l’Ong in una nota: “Una storia di sofferenza e fragilità, coraggio e resilienza, che i fotografi di Msf hanno seguito nel lavoro di testimonianza del lavoro delle équipe sul campo impegnate a salvare vite e alleviare le sofferenze delle persone in stato di bisogno”.

Le dodici fotografie scelte raccontano le condizioni dei Rohingya in Bangladesh (Pablo Tosco), quelle della popolazione del Sud Sudan (Frederic Noy), l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (John Wessels), gli effetti della battaglia di Mosul tra Isis e forze militari irachene (Sacha Myers), le conseguenze del conflitto in Yemen (Ehab Zawati), l’attività di assistenza sulla nave Aquarius che nel Mediterraneo, dal 2016, ha assistito circa 30.000 persone nelle acque internazionali tra Libia, Italia e Malta (Laurin Schmid), i migranti lungo la rotta messicana (Juan Carlos Tomasi), il sistema sanitario estremamente precario di Gaza (Laurence Geai), la crisi nel Kasai centrale in Repubblica Democratica del Congo (Léonard Pongo). E poi ancora l’attività in Ucraina (Oksana Parafeniuk), Repubblica Centrafricana (Alberto Rojas) e nei centri di detenzione della Libia (Sara Creta).

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