Taranto: card. Parolin, “fare possibile e impossibile per dare presente e futuro a città”

“Sull’esempio di Papa Montini, ancora oggi desideriamo far nostre le paure e le preoccupazioni dei lavoratori. La Chiesa, attraverso i suoi pastori, non smette di ripetere che l’uomo e la donna non devono essere in funzione del prodotto, dell’economia, ma la produzione e l’economia siano in funzione dell’uomo e della donna, dove guadagno e carriera non siano gli idoli, i tiranni cui sacrificare la propria dignità”. Lo ha detto il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, durante l’omelia della celebrazione solenne in ricordo della visita di san Paolo VI a Taranto, Messa che si è tenuta ieri nella cattedrale Gran Madre di Dio di Taranto. Una comunità numerosa, ha accolto in festa il segretario di Stato Vaticano, venuto a portare il saluto di Papa Francesco ai tarantini. “Oggi, come ben sappiamo, insieme e prima della questione lavorativa, si impone la questione ambientale – ha proseguito Parolin – che non può più essere procrastinata e alla quale è strettamente congiunta quella della salute dei lavoratori e degli abitanti del territorio. Come più volte ha detto il vostro arcivescovo, è urgente porre fine alla devastazione ambientale per la quale la città di Taranto ha già pagato un caro prezzo. Anche a noi sta a cuore, accanto alla questione ambientale, la condizione degli ammalati e la difficile questione del danno sanitario alle persone e dell’innegabile insufficienza delle strutture e delle risorse per le cure necessarie. Solo chi vive l’esperienza della malattia può capire il calvario delle attese, dei viaggi e dei costi insostenibili per i più. Lavoro, ambiente, salute non possono entrare in conflitto, non possono essere incompatibili. Sta allo stesso progresso scientifico e tecnologico e alla prudente azione di chi detiene l’onore e l’onere dei pubblici poteri il compito di trovare strade di conciliazione. Desidero perciò, ancora una volta, invitare tutti, specie chi ha ruoli specie chi ha ruoli di responsabilità, a mettere in campo tutto l’impegno, le competenze ed il cuore per fare più di quello a cui si è tenuti e che è stato già fatto: il possibile e, finanche, l’impossibile per dare a Taranto il presente ed il futuro che merita”.

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