Taranto: card. Parolin, “diventi un laboratorio di ecologia integrale”

“Il mio auspicio è che Taranto diventi un laboratorio di quella ecologia integrale che intende guardare al mondo nel modo più adeguato, dove la dimensione della sostenibilità economica dell’intrapresa non soverchi quella sociale e non vada a detrimento di quella ambientale. La crisi complessa che sta vivendo il mondo e di cui Taranto è emblema, non può trovare delle risposte settoriali: tutto è intimamente connesso”. Lo ha detto ieri mattina il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, in visita allo stabilimento siderurgico di Taranto, un tempo Italsider, poi Ilva, oggi Arcelor Mittal Italia. “Evitare l’inquinamento ha dei riverberi positivi sulla società che abita un territorio e comporta benefici economici – ha proseguito – dal momento che risulta ogni giorno più chiaro come la bonifica abbia dei costi molto elevati. In questi anni il territorio ha pagato in effetti uno scotto di non poco conto. I dati epidemiologici resi noti certificano una sofferenza della quale come Chiesa non possiamo che farci carico. Siamo vicini a tutti coloro che piangono la prematura scomparsa di un loro congiunto e preghiamo per tutti coloro che stanno combattendo la malattia”. Il segretario di Stato vaticano ha raggiunto il capoluogo ionico sabato pomeriggio per commemorare i cinquant’anni dalla visita del santo Papa Paolo VI, che celebrò la Messa di Natale all’interno della grande fabbrica dell’acciaio. “Salutiamo con soddisfazione la volontà di riservare a moltissimi degli operai già in organico il proprio posto di lavoro – ha sottolineato Parolin, rivolgendosi ai quadri di Arcelor Mittal Italia, dopo aver raccolto lo sfogo della mancanza di lavoro da parte di tanti tarantini – e auspichiamo vivamente il reimpiego di coloro i quali, ad oggi, non rientrano nei piani aziendali”.

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