Natale: mons. Moraglia (Venezia), “Gesù Bambino non è una favola, non va confuso con Babbo Natale”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Il Natale ci dice, nel modo più forte, che Dio è vicino a tutti”. Così il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, nel messaggio augurale per il Natale 2018 in cui evidenzia “il rischio d’esser distratti e fuorviati da luci che abbagliano e snaturano il significato e il segno autentico della festa che, anche nei più lontani, ha la forza di accendere nostalgie per i valori del Vangelo: la misericordia, il perdono, la riconciliazione, il sentirsi fratelli”. “Gesù Bambino – diciamolo, con forza, ai nostri piccoli – non è una favola e non va confuso con Babbo Natale!”, aggiunge il patriarca che invita a lasciarsi “prendere per mano da colei che Dio stesso ha scelto per realizzare il mistero che ha cambiato il mondo: Maria, una semplice ragazza di una sperduta, povera e sconosciuta cittadina della Galilea”. Nel messaggio si fa anche riferimento a “fatiche, difficoltà e timori, insicurezze e chiusure che non aiutano a guardare con fiducia al futuro”. “Le ultime indagini statistiche sulla società italiana parlano di un Paese smarrito, disilluso e definito, addirittura, ‘rancoroso’ e ‘cattivo’ – conclude il patriarca -. Ecco perché ci fa bene ritornare ai fatti semplici e ‘sconcertanti’ del Natale; ecco perché è fondamentale saper leggere oggi i segni del Natale”. Infine, l’augurio che “si accenda per tutti una luce di speranza e fioriscano nuove relazioni più calde, solidali e fraterne”.

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