Messa Notte Natale: mons. Zuppi (Bologna), “ci sveglia dal sonno dell’indifferenza. È Vangelo, non narcotico”

Natale “non è una pausa di buoni sentimenti in un tempo incattivito e duro, segnato da aggressività di uomini che sprigionano scintille di giudizi che se non spente possono causare incendi pericolosi e ferite profondissime! Natale non evita le difficoltà della vita vera. Anzi, ci sveglia dal sonno dell’indifferenza e possiamo viverlo solo scendendo con Dio nell’umile realtà della vita. È Vangelo, non narcotico. È luce nelle tenebre, non fuga in un mondo che non esiste”. Lo ha detto, nella Messa della Notte di Natale in cattedrale mons. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna. “Anche noi – ha proseguito – viviamo in un tempo di tanta incertezza, disorientati adoratori di un benessere che non mantiene le promesse, impauriti del futuro perché abbiamo nel cuore poca speranza, ridotta ad illusione o vago ottimismo”. Natale, invece, “ci spinge a metterci in cammino con Maria e Giuseppe”, la cui forza “è l’amore per quel bambino che l’angelo aveva loro affidato”. Familiari di Gesù, ha aggiunto, “non sono coloro che pensano di difenderlo rendendolo una legge, ma chi ascolta e mette in pratica la Parola e accoglie il Verbo che si è fatto carne, storia, presenza. Questa è la gioia del Natale”.
Per il presule, “ci è tanto necessario un Natale vero, perché abbiamo sete di speranza, sgomenti per la capacità degli uomini di fare il male e di diventarne complici, inquieti nel vedere come si possono perdere i sentimenti di umanità, tanto da cercare quello che divide e, incredibilmente, mettere da parte quello che unisce!”.
L’arcivescovo ha anche ammonito che non si trova l’amore “nelle soluzioni luccicanti, che si impongono da sole, che crediamo definitive e vogliamo poco impegnative”. Betlemme “la troviamo dov’è Maria e Giuseppe, la sua famiglia, la sua comunità che lo genera nel mondo”.
La Betlemme spirituale e umana della Chiesa ci spinge, poi, “verso quella ugualmente spirituale e umana dei fratelli più piccoli di Gesù, i poveri. Non la troviamo lontano da noi ma in ogni luogo segnato dalla solitudine, povero di umanità. Betlemme la troviamo in un letto di sofferenza dove molti sono contenuti, lasciati troppo soli da uomini che non hanno tempo per loro e scappano perché la debolezza mette paura. Betlemme è una capanna dell’Africa, dove tanti condannati a morte attendono la grazia delle medicine. Troveremo Betlemme preparando ‘un posto’ per chi è come Gesù, senza”. Ecco perché, ha concluso mons. Zuppi, “Natale ci può rendere davvero più buoni: perché ci fa sentire quanto siamo amati al di là di ogni merito e ci spinge a non avere paura di amare, costringendoci tutti a chinarci sulla vita vera e a scegliere di prenderla con noi. Buono non è un sentimento sdolcinato, a poco prezzo, superficiale. Buono è chi difende la vita anche quando non conviene, e la difende con tutta la forza, l’intelligenza, la libertà, la passione dell’amore”.

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