Usa: vescovi del Texas su migranti, “abbiamo obbligo di ricevere individui e famiglie garantendo trattamento umano”

(da New York) Hanno offerto il loro aiuto al Dipartimento per la sicurezza e la protezione dei confini per prendersi cura delle persone più vulnerabili affidate alla loro custodia. I vescovi del Texas hanno lanciato un appello per rivedere le politiche di accoglienza degli Stati Uniti soprattutto dopo la morte di Jakelin Caal Maquin, la bimba guatemalteca di sette anni arrestata assieme al padre mentre chiedeva asilo negli Usa, in un tratto sperduto del New Mexico. La bambina è morta per arresto cardiaco dopo essere stata presa in custodia dagli agenti di frontiera. La piccola era arrivata ad Antelope Wells completamente disidradata e ha dovuto aspettare più di un’ora e mezza prima di ricevere le cure adeguate. Il padre bloccato ai porti di ingresso principali ha preferito ripiegare su quelli secondari e poi ha provato ad attraversare illegalmente il confine. “La morte di un bambino è sempre un momento di grande tristezza, uno sconvolgimento dell’ordine naturale della vita” scrive mons. Vasquez, presidente della Commissione per le migrazioni della Conferenza episcopale assieme al vescovo di El Paso e all’amministratore della diocesi di Las Cruces. I vescovi, che hanno accolto con estremo favore l’apertura dell’inchiesta per accertare le cause del decesso, hanno voluto ricordare che “questa tragedia è conseguenza delle nostre politiche fallite sull’immigrazione. Le restrizioni al flusso di richiedenti asilo alla frontiera ha spinto molte più famiglie a cercare porti di ingresso che le espongono a maggiori rischi”. La morte di Jakelin, per i presuli, “è un tragico promemoria della situazione disperata che accomuna coloro che fuggono dalla violenza, dalla persecuzione e dalla povertà – sia nei loro Paesi d’origine e ora anche ai nostri confini”. I vescovi ribadiscono che non può esserci migliore preparazione al Natale se si riconosce e afferma “che chiedere asilo e protezione è legale. E come nazione, abbiamo l’obbligo di ricevere individui e famiglie sconvolte con compassione e garantendo un trattamento umano”.

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