Papa Francesco: a Protezione Civile, “concordare e attuare scelte efficaci, superando gli individualismi”

(Foto Vatican Media/SIR)

“La missione più importante della protezione civile diventa quella educativa, per fare in modo che, in tempo di quiete, ciascun cittadino venga formato per conoscere i luoghi di vita quotidiana e, in questo modo, possa adottare comportamenti che riducano i rischi per sé e per gli altri”. Lo ha detto Papa Francesco nel discorso pronunciato stamani ai membri del Servizio nazionale della Protezione Civile nell’Aula Paolo VI, ricevuti in udienza nell’Aula Paolo VI. Il pontefice ha considerato “particolarmente utili” le iniziative che vengono svolte nelle scuole con i bambini e i ragazzi. “Alle istituzioni territoriali è affidato il compito di programmare il corretto uso del territorio, in alcuni casi anche cercando di rimediare a possibili errori commessi nel passato, molto spesso per carenza di conoscenze, e a provvedere alla sua gestione e costante manutenzione”. Il Papa ha reputato “altrettanto importante” la predisposizione dei piani di protezione civile e la loro diffusione. “Sono strumenti indispensabili per programmare gli interventi di prevenzione e organizzare la risposta nelle situazioni di emergenza”. E ha avvertito: “Spesso l’esercizio di queste funzioni comporta l’assunzione di grandi responsabilità, alle quali corrispondono poche risorse e procedure non sempre lineari”. Infine, il Papa ha indicato “il metodo per rispondere con maggior appropriatezza ai bisogni della popolazione nell’ottica del bene comune”: “Sedersi con rapidità attorno a un tavolo per concordare e attuare scelte efficaci, superando gli individualismi in vista di un obiettivo condiviso”. “Su questa strada diventa più facile mantenere davanti agli occhi non solo i problemi, ma anche e soprattutto le persone, avvertendo la propria missione come un servizio qualificato e qualificante per l’intera comunità”.

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