Natale: mons. Satriano (Rossano-Cariati), “le nostre coscienze incapaci di rispondere alla rabbia col bene”

“Il Dio che viene, piccolo e umile, nudo e privo di ogni risorsa, ci scuote e ci riconferma la sua vicinanza, la sua solidarietà viva con la nostra umanità ferita e povera”. Lo scrive, nel messaggio inviato alla diocesi per il Natale, mons. Giuseppe Satriano, arcivescovo di Rossano-Cariati. Il presule ricorda i “fatti drammatici” della notte del 28 novembre scorso quando il Crati, fiume che attraversa la piana di Sibari, è esondato portando distruzione e disperazione in diverse famiglie della zona di Thurio. “Le case piene di fango sono inagibili, tutto è da gettare. Quanto sembrava essere sicurezza e forza per la vita è venuto a mancare”. “In questa vigilia, triste per molti fratelli, il Natale si ripresenta a noi con chiara forza, interpellandoci sulla disponibilità a lasciarci condurre dalla fede, vivendo con maggiore attenzione verso chi è nel bisogno – l’invito del presule -. La nostra fede, troppo spesso ostentata e proclamata, viene messa alla prova da questi fatti e, nella luce del Natale, viene provocata a divenire risposta di carità”. Richiamando il 52° Rapporto Censis,mons. Satriano ha considerato che fra gli italiani “prevalgono rabbia, disorientamento, pessimismo; le nostre coscienze, spesso addormentate dal benessere rassicurante in cui viviamo, sono sorde e incapaci di rispondere con scelte di bene, di condivisione e di giustizia”. Ma “il Natale torna e ci rialza con forza dallo scoraggiamento; non siamo soli, il Signore che viene apre una strada ricca di fiducia e di speranza, piena di stupore e di bellezza. Dio torna a ricordarci che la vita ricomincia da un bambino”.

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