Natale: mons. Cantafora (Lamezia), “considerare il bene comune come fondamentale per la crescita sociale”

“Il Natale ci spinge a diventare uomini e donne di speranza che sanno donare e portare nella storia la luce e l’amore di Dio”. È l’auspicio di mons. Luigi Antonio Cantafora, vescovo di Lamezia Terme, nel messaggio di auguri per il Natale alla città, alla diocesi e alle scuole di dottrina sociale della Chiesa. “Il Figlio di Dio viene in mezzo a noi, nasce, vive e si dona per una precisa missione: essere segno dell’amore di Dio per il mondo, per ogni uomo”, con la certezza che “il Natale di Gesù è anche un nostro nascere, far nascere e rinascere e questo vale anche in un tempo di sfida al declino, come cristiani anche noi come Cristo incarnati in questo nostro presente”. Riflettendo su “una nuova coscienza sociale”, mons. Cantafora ha invitato, anche alla luce dell’ultimo rapporto Censis, “alla responsabilità” per “ricostruire il tessuto sociale, cambiare registro e considerare il bene comune come fondamentale per la crescita sociale”, perché “la lacerazione dei rapporti istituzionali, la sfiducia palese, l’individualismo imperante sono il freno più”. Per mons. Cantafora, “occorre passare dalle belle idee alla presenza concreta e fattiva, a un impegno quotidiano e capillare, a quella micro-responsabilità che ci rende fedeli nel molto perché fedeli nel poco, e viceversa”. L’invito è a “essere presenti lì dove siamo: nella famiglia, nella scuola, nelle piazze, nelle associazioni, nelle professioni, nelle aziende, nelle banche”. Quindi, il monito del vescovo lametino: “Anche chi soffre per mancanza di lavoro, o di salute, o di relazioni significative, non si deve arrendere ma nemmeno deve venire lasciato da solo. Le figure che possono fare bene al Paese non si improvvisano, sono il frutto di un percorso sociale importante”.

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