Migranti e rifugiati: Refugees Welcome, 120 accolti in famiglia in 3 anni. Al via dal 2019 altre 160 convivenze

120 migranti accolti in famiglia in tre anni, di cui 31 attualmente in accoglienza. Altri 160 posti previsti dal 2019 in poi. 200 attivisti e 18 gruppi territoriali attivi in altrettante città italiane e altri apriranno a breve. Un volume con le “linee guida per l’accoglienza in famiglia” che intende proporsi come modello di buone prassi replicabili a livello istituzionale e nel terzo settore, non solo per i migranti. E’ il bilancio dei primi tre anni di attività del progetto “Refugees welcome Italia”, che permette a migranti titolari di qualche forma di protezione internazionale di essere accolti in famiglia. E’ stato presentato oggi a Roma, in sala stampa estera. Le regioni che hanno accolto di più sono il Lazio e la Lombardia, la città più ospitale è stata Roma, con 30 convivenze attivate. Il 58% delle persone accolte sono titolari di protezione umanitaria, il 20% sono rifugiati, il 16% titolari di protezione sussidiaria, mediamente in Italia da tre anni. L’85% sono uomini, provengono da 28 Paesi, i più rappresentati sono Gambia e Mali. Ad accogliere sono coppie con figli (30%), con figli adulti fuori casa (11%), senza figli (23%) ma anche persone singole (28%). Le famiglie e i migranti si iscrivono ad una piattaforma on line, quindi vengono contattate e selezionate dai volontari, che poi fanno gli abbinamenti. “Al momento abbiamo 1.196 famiglie iscritte alla piattaforma, con un boom di iscrizioni nel 2018, come risposta alla politica della chiusura dei porti – ha spiegato Fabiana Musicco, co-presidente di Refugees Welcome Italia -. E 3.448 migranti che chiedono di essere ospitati. In seguito al decreto sicurezza c’è stato un aumento enorme, perché chi viene espulso dai centri non sa dove andare. Sono cifre che ci preoccupano”.

Secondo Matteo Baffoli, co-presidente di Refugees Welcome, “cambiare l’approccio sull’accoglienza e costruire una cultura nuova è l’unico modo per depotenziare le paure e guardare al futuro con ottimismo”. Dal 2019 grazie ad un progetto finanziato dal fondo europeo Fami (Fondo asilo migrazione e integrazione) partiranno altre 160 convivenze. Anche il Comune di Roma ha annunciato l’intenzione di attivare 30 convivenze ma al momento non è stato siglato nessun accordo.

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