Diocesi: Alba, ordinato vescovo mons. Mellino, segretario aggiunto del Consiglio dei cardinali. Card. Parolin, “costruire ponti tra componenti ecclesiali”

“Essere sempre vescovo secondo il cuore di Cristo, imitatore della sua affabilità e bontà, cordiale e generoso, con una fermezza unita alla mansuetudine, affinché le persone a te affidate riconoscano in te un riflesso della misericordia di Dio”. Lo ha detto oggi pomeriggio il segretario di Stato vaticano, il card. Pietro Parolin, nell’omelia dell’ordinazione episcopale di mons. Marco Mellino, nominato segretario aggiunto del Consiglio di cardinali, che ha presieduto nella cattedrale di Alba. E proprio rivolgendosi a mons. Mellino, il porporato ha delineato la figura del vescovo che deve essere “pontefice, facitore di ponti tra Dio e l’uomo, tra le varie componenti ecclesiali, tra le origini della Chiesa e i nostri giorni, tra la Chiesa particolare e quella universale”. A concelebrare, il vescovo di Albano laziale, mons. Marcello Semeraro, segretario del Consiglio dei cardinali, e il vescovo di Alba, mons. Marco Brunetti. Dal card. Parolin l’incoraggiamento a “mai trascurare la preghiera e la contemplazione della croce del Signore”. “I vescovi non dovranno tralasciare di celebrare e vivere la Parola che annunciano e spiegano – ha aggiunto il porporato -. Solo in tal modo la loro azione potrà essere pienamente efficace, solo così le loro decisioni potranno rivestirsi di saggezza e di prudenza. Solo mantenendo costantemente aperto il canale di comunicazione con il Signore, il vescovo potrà aprirsi a comunicare in modo adeguato con il prossimo, in primo luogo con i suoi primi collaboratori nel ministero, i presbiteri e verrà pienamente riconosciuta la sua paternità”. Infine, una raccomandazione. “Guai a noi se la pressione delle occupazioni quotidiane, delle mille cose da fare e da decidere ci distogliesse da questa prima e primordiale tensione verso l’alto, verso il bene, cioè verso Cristo. Se venisse a mancare questo radicamento tutta la nostra azione, anche se, per grazia di Dio, sempre valida e legittima, risulterebbe alquanto appannata e non lascerebbe passare il fulgore della luce di Cristo”.

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