Ponte Morandi: card. Bagnasco, “Genova non dimenticare chi sei”

“Sappiamo che, nell’ora del buio, tutti dobbiamo fare qualcosa: nulla è troppo piccolo, perché il Signore – come nella parabola del Vangelo – si serve di quanto ognuno può fare per compiere i miracoli che solo Lui conosce”. È quanto si legge nella lettera pastorale del card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Ccee. Il porporato ricorda che “come Pastore, desidero dire una parola alla comunità cristiana, e come figlio di Genova, rivolgo un messaggio di rinnovata vicinanza a tutti i miei concittadini”. Alla città rivolge dunque queste parole: “A te, Genova, che ti adagi fra cielo e mare nel cuore della Liguria, voglio dire una parola da figlio e da vescovo. È una parola che raccoglie le voci delle generazioni, l’eco dei secoli; che nasce dall’amore per te, e che prende sostanza dalla tua storia di civiltà e di fede: non dimenticare chi sei! Le tue tradizioni civili e cristiane hanno punteggiato i tuoi vicoli – cuore della Città – di edicole religiose come compagnia e richiamo, hanno ispirato opere nobili, hanno alimentato la capacità di vivere insieme – Città aperta e ospitale – per guardare avanti e superare con tenacia le prove. Non dimenticare che i nostri Padri ti hanno consacrata a Maria Madre e Regina. E Lei continua a guardarti in mezzo a gioie e travagli, mentre il Bambino Gesù tra le sue braccia le chiede ‘et rege eos’. Potrà la Madre di Dio non ascoltare l’invocazione del suo Dio? ‘Conducili tu’ o Maria: sostienici nel presente e nel futuro”. La lettera, in formato depliant, verrà consegnata dai sacerdoti in occasione della benedizione delle famiglie. Il testo è stato pubblicato anche sul sito della diocesi.

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